Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Toyota con il turbo batte in volata Gm vendute in un anno 10 milioni di auto

NEW YORK. E’ il traguardo di tutti i record storici, il monte Everest dell’industria automobilistica. La Toyota consolida la sua supremazia globale, scalando per la prima volta la vetta dei 10 milioni di auto prodotte. L’aiuta un aumento dell’Iva in Giappone che ha spinto molti consumatori ad anticipare gli acquisti. L’agevola paradossalmente anche quella “gara al contrario” con la General Motors, nel crescendo di scandali per i difetti di fabbricazione. Tra le due ora è Gm che soffre di più, anche se Toyota ha sborsato multe stratosferiche per le magagne di alcuni suoi modelli. La reputazione di entrambe ne esce malconcia, ma Toyota può consolarsi perché la sua storica rivale sta ancora peggio.
Il record di 10,13 milioni di vetture vendute è stato raggiunto a fine marzo e si riferisce ai 12 mesi precedenti, segnato da un balzo del 4,5% nelle vendite mondiali del colosso giapponese. Il numero due e il numero tre che sono Volkswagen e General Motors seguono il calendario solare (da gennaio a dicembre) ma comunque ammettono di non essere vicine al traguardo dei 10 milioni. La Toyota è reduce da un’annata ottima anche in Cina, ormai divenuta il più grosso mercato mondiale per le auto. In quanto al Giappone, le vendite sul mercato domestico sono cresciute del 3,9% a 2,4 milioni di unità, anche questo un record storico. Sul mercato interno ha giocato l’annuncio del governo di Tokyo di un rialzo dell’Iva dal 5% all’8%, entrato in vigore il primo di aprile, col risultato che molti potenziali acquirenti hanno affrettato i tempi per godere dell’Iva ridotta entro il 31 marzo.
In mezzo a tante notizie positive la Toyota in realtà è reduce da un periodo quasi disastroso. Conflitti sindacali hanno perturbato la produzione nelle sue fabbriche in India. Due settimane fa l’azienda nipponica ha dovuto richiamare in fabbrica ben 6,4 milioni di vetture nel mondo intero, per difetti di fabbricazione. A febbraio c’era stato un altro problema: 1,9 milioni di vetture Prius (ibride). E il mese scorso si era chiuso con la maximulta da 1,2 miliardi di dollari, versata alle autorità Usa per chiudere un’indagine penale.
La lunga catena di scandali però è stata quasi messa in sordina dalle sventure gemelle che hanno colpito la Gm. 13 morti accertati, è il bilancio per un difetto di fabbricazione di alcuni modelli medio-piccoli della casa americana, tra cui la famigerata Cobalt. Bastava un portachiavi un po’ pesante per provocare l’improvviso spegnimento del motore anche quando l’auto era in corsa ad alta velocità. Quel che è peggio, l’azienda Usa insabbiò le indagini interne che avevano rivelato quel difetto dal lontano 2001. I problemi per la Gm sono aggravati dall’assetto legale post-bancarotta. Ora le parti civili sostengono che tutta la procedura di risanamento della Gm durante e dopo la bancarotta (2009) è illegale in quanto viziata dalle menzogne che l’azienda raccontò agli azionisti, al mercato, e al governo. Avendo occultato le sue responsabilità civili per quel difetto di fabbricazione, che conosceva ben 8 anni prima della bancarotta, la Gm avrebbe dipinto un quadro non veritiero della propria situazione di bilancio e così facendo avrebbe ingannato anche l’Amministrazione Obama che intervenne in suo soccorso.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cinque nomi nuovi, a partire da Andrea Orcel, cinque conferme (più Pier Carlo Padoan, cooptato da p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Francesco Gaetano Caltagirone segue le orme di Leonardo Del Vecchio e, dopo anni passati ad arrotond...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Zero profitto, zero dividendo: così la Bundesbank ha chiuso il bilancio 2020, un bilancio pandemico...

Oggi sulla stampa