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TotalErg, ipotesi frode fiscale per 900 milioni

MILANO — Un giro di fatture triangolate con una società registrata alle Bermuda. Con al centro una delle principali reti per la vendita di benzina del nostro paese. Un meccanismo che sarebbe stato studiato per gonfiare i costi delle forniture di materia prima. Su tutto questo indaga la procura di Roma che vuole accertare se ci sia stata una frode fiscale che potrebbe riguardare una cifra per oltre 900 milioni di euro.
Sono questi i contorni dell’indagine promossa dai pm Paolo Ielo e Mario Palazzi nei confronti di TotalErg, la joint venture nata nel 2010, frutto dell’alleanza tra il gruppo genovese guidato dalla famiglia Garrone e la filiale italiana del colosso francese. Secondo quanto è stato possibile apprendere, i magistrati con l’aiuto della Guardia di finanza — i cui agenti ieri hanno perquisito su mandato della procura gli uffici di Erg a Milano, Genova e Roma, — stanno ricostruendo il giro di fatture per 904 milioni di euro emesse da una società con sede alle Bermuda e che sarebbe in qualche modo collegata a Total.
Detto in altre termini, il sospetto degli inquirenti è che la società alla Bermuda servisse per gonfiare i prezzi delle forniture di petrolio, in modo da far lievitare i prezzi a carico della società, così da limitarne i guadagni dichiarati in bilancio e, di conseguenza, pagare meno tasse. Un meccanismo di cui saranno chiamati a rispondere i vertici di Erg e della società francese in Italia: la procura di Roma ha indagato almeno cinque persone, a partire dal vicepresidente esecutivo della società ligure Alessandro Garrone, l’amministratore delegato Erg Luca Bettonte, due manager del gruppo, Claudio Spinaci e Alessandro Della Casa e un dirigente francese.
La società genovese, si legge in un comunicato, «ha assicurato fin dall’inizio piena e totale collaborazione » alle indagini, aggiungendo che «TotalErg ha sempre perseguito una corretta gestione e garantito il rispetto delle leggi e delle normative vigenti e confida che ciò emergerà dall’inchiesta dell’Autorità».
Anche se si tratta ancora di una indagine nella sua prima fase, la Borsa non l’ha presa bene, Dimostrandosi poco garantisti gli operatori hanno venduto il titolo a piene mani. Le azioni sono crollate del 6,74%, interrompendo la corsa del titolo che proseguiva ininterrotta dai minimi del maggio del 2012: da quella data, le azioni hanno guadagnato oltre il 120%.
L’alleanza tra Erg e Total si è resa necessaria per la crisi economica, che ha contratto i consumi di benzina e gasolio. Nel corso dei primi nove mesi del 2012, il canale Rete di Erg ha fatto segnare un ulteriore calo del 3,9% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. «Il dato è particolarmente negativo — è scritto nella relazione alla trimestrale della società genovese pubblicata a settembre — in considerazione del fatto che già nei primi nove mesi del 2012 il mercato rete aveva mostrato una diminuzione della domanda del 9,4% rispetto al 2011».

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