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Torri Rai Way, Mediaset va avanti La Rai risponde alla Consob sull’offerta

Sarà la Rai oggi a chiarire alla Consob quali siano i paletti sul controllo pubblico nell’azionariato di Rai Way, la società che gestisce le antenne della tv di Stato che è sotto scalata da parte di Mediaset. Il gruppo televisivo della famiglia Berlusconi ha lanciato mercoledì notte un’offerta pubblica di acquisto e scambio (opas) da 1,22 miliardi attraverso la sua società delle torri tv, Ei Towers, con l’obiettivo di creare un polo unico nazionale. 
Per come è strutturata, l’offerta di Mediaset – che di Ei Towers ha il 40% – pare destinata a ricevere un «no»: essendo condizionata all’ottenimento del 66,7% del capitale, ha bisogno che la Rai conferisca almeno parte del suo 65% di Rai Way rimasto dopo la quotazione del novembre scorso. Ma il premier Matteo Renzi ha detto a caldo che lo Stato non intende modificare la regola del 51% in Rai Way. Ieri il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha ribadito al Corriere della Sera che «posto che il controllo di un’impresa non richiedere il 51%, in questo caso viene mantenuto per dare un segnale aggiuntivo che lo Stato non intende perdere il controllo di Rai Way: il 51% è anche un numero simbolico».
«Ci siamo stupiti quando abbiamo visto ciò che accadeva», ha spiegato Padoan. «Non c’è nessuna trattativa, non ce n’è nessuna intenzione né sono stato approcciato da qualcuno per questo. Una quota è stata messa sul mercato, lì si faranno delle scelte: ci sono vari operatori che possono essere interessati allo scambio delle partecipazioni disponibili». Dentro il governo le mosse di Berlusconi vengono attentamente analizzate. Non si armano banche d’affari (Jp Morgan sta organizzando un prestito da 800 milioni di euro) e consulenti in un’operazione che così com’è non sta in piedi: dunque – è il ragionamento – l’obiettivo deve essere diverso. E potrebbe essere la fusione delle società delle reti: un business solido, redditizio, di lungo termine, che può dare sinergie, un monopolio quasi naturale come un’autostrada, e che non sia scalabile.
Per il momento Mediaset va avanti con il suo programma: il 16 marzo sarà inviato a Consob il prospetto informativo; il 27 si terrà l’assemblea di Ei Towers sull’aumento di capitale da 370 milioni legato all’operazione; per il 10 aprile è atteso il giudizio di Rai Way sull’opas; dal 20 aprile al 12 giugno l’offerta. E si vedrà anche l’atteggiamento dei soci di minoranza di Ei Towers, quel 35% che magari vorrà incassare il premio del 52% sul prezzo di 2,95 euro della quotazione del 18 novembre. Ma senza l’ok della Rai o una modifica dell’offerta da parte dei Mediaset, non accadrà niente.vPer questo motivo da Cologno Monzese si fa intravedere che una via d’uscita a quella che lo stesso Renzi ha definito una «operazione di mercato» c’è: ed è appunto quella della creazione di un polo nazionale. Il Biscione potrebbe accettare di essere non in maggioranza dentro un gruppo più grande, che possa eventualmente abbracciare anche altre infrastrutture come la Inwit di Telecom Italia, la società delle antenne del colosso telefonico, prossima alla quotazione. Un riassetto nel quale un ruolo importante potrebbero giocarlo soggetti pubblici come la Cdp o il suo fondo per le infrastrutture.

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