Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Torna l’ansia sui mercati

Le preoccupazioni degli investitori per la ripresa dell’inflazione, a cominciare dagli Stati Uniti, hanno pesato ancora sull’azionario. I listini europei hanno comunque limitato le perdite nella seconda parte della seduta. A Milano il Ftse Mib ha ceduto lo 0,55% a 23.009 punti. Ribassi più contenuti a Francoforte (-0,31%), Londra (-0,18%) e Parigi (-0,11%). A New York gli indici si muovevano a due velocità, con il Dow Jones in progresso dello 0,10% e il Nasdaq -1,65%.

Buone notizie dal fronte macroeconomico: in Germania l’indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese, si è attestato a 92,4 punti nella lettura di febbraio, in miglioramento rispetto al mese precedente e al di sopra del consenso degli economisti. Intanto il presidente della Bce, Christine Lagarde, ha ribadito che l’istituto «continuerà a sostenere tutti i settori dell’economia preservando finanziamenti favorevoli durante il periodo della pandemia, come ha fatto dall’inizio della crisi». Inoltre si trova sotto stretta osservazione «l’evoluzione dei rendimenti nominali delle obbligazioni a lungo termine».

Le parole del numero uno dell’Eurotower hanno riportato all’ordine i mercati obbligazionari del continente, vittime nelle ultime sedute di un’ondata di vendite che si erano estese alla prima parte della giornata di ieri. Il tasso di finanziamento del decennale tedesco ha chiuso in calo di 3 punti a -0,34% e lo spread Btp-Bund è salito leggermente a 94. «Il mercato sta vacillando un po’», spiega Brad McMillan, chief investment officer presso Commonwealth Financial Network, «ha principalmente accolto con favore il ritorno della pandemia sotto controllo e il fatto che l’economia sta ricominciando a crescere. Ma ora stiamo effettivamente iniziando a vedere le conseguenze di ciò sotto forma di tassi più alti, e penso che il mercato lo stia elaborando».

A piazza Affari su di giri Atlantia (+4,62%) in attesa delle decisioni del cda di Cassa depositi e prestiti sulla nuova offerta per Autostrade. Ben comprate anche Saipem (+3,49%), Tenaris (+3,76%) ed Eni (+1,72%) grazie al rialzo del petrolio, con il Wti vicino a 60 dollari. Denaro su Cnh I. (+1,83%), che ha continuato a beneficiare dei conti oltre le attese del concorrente americano Deere. Le vendite hanno invece colpito StM (-2,28%), Stellantis (-1,32%), Ferrari (-0,92%), Buzzi Unicem (-0,70%), Prysmian (-0,82%) e Recordati (-3,38%).

Tra le mid cap sotto i riflettori Astm (+27,63%, articolo a lato). Su Aim Italia ha strappato al rialzo A. Bardolla (+13,48%) dopo che Wake Up Call, l’iniziativa lanciata in live streaming a livello globale dal 12 al 14 febbraio, ha generato un portafoglio ordini superiore a 6,1 milioni di euro.

Nei cambi, l’euro è terminato poco mosso a 1,2133 dollari.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vietato giocarsi il futuro del Paese, usando la giustizia come pericoloso terreno di conflitto. O pr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

C’è una gag, in vita Arenula. La riforma del processo civile, la più importante di tutte perché...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Da quando ha messo piede in via Arenula il 13 febbraio la giurista Marta Cartabia ha perseguito un o...

Oggi sulla stampa