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Torna l’ansia per le Borse cinesi

MILANO.
Oggi si ricomincia, con la riapertura delle borse cinesi dopo la settimana di black out (per la festa del capodanno). Una settimana tremenda, in cui gli indici azionari hanno oscillato come un mare in tempesta, con fortissimi cali e rialzi altrettanto violenti.
La prova del nove per la Cina sarà il dato sulla bilancia commerciale di gennaio: un indicatore atteso con ansia, per misurare la forza delle importazioni (e dell’economia di Pechino). Proprio i timori di un rallentamento forse più marcato rispetto ai dati ufficiali hanno tenuto sotto scacco i mercati nelle ultime settimane, uniti al prezzo del petrolio in forte calo. Oggi nel pomeriggio qualche segnale potrebbe arrivare da Mario Draghi: il presidente della Bce è atteso in audizione al parlamento europeo (ma per le scelte di politica mometaria occorrerà aspettare marzo) mentre la seconda parte della seduta di borsa nel vecchio continente sarà priva del consueto del faro di Wall street, chiusa per festività. Certo le batoste subìte da inizio anno hanno compresso le quotazioni a volte in modo significativo. Guardando ai fondamentali, oggi Piazza affari esprime un rendimento medio delle azioni (dato dal rapporto prezzo/ dividendo) pari al 4,85%, calcolato sugli utili attesi per il 2016. «un rapporto alto – spiega Gregorio De Felice, capo economista di Intesa Sanpaolo – rispetto ai valori storici della nostra Borsa e ancor più rispetto al rendimento di un btp decennale, all’1,6%».
Nell’immediato è molto probabile che i mercati restino legati al prezzo del petrolio, che proprio alla fine della settimana scorsa ha fatto registrare una forte impennata (ma nel breve è difficile pensare che il miglioramento sia strutturale). È possibile quindi che si continui con una certa dose di volatilità sulle borse, fattore che alla lunga potrebbe mettere in difficoltà qualche operatore molto esposto sui derivati. Però c’è anche chi è ottimista: «Non dico che i mercati rimbalzeranno domani mattina perché un’estrema volatilità probabilmente resterà con noi per un po’, ma la mia scommessa è per azioni più alte e spread più stretti durante le prossime due settimane», scrive Erik Nielsen, capo economista globale Unicredit nella nota settimanale.
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