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Torna il reato di falso in bilancio

Semaforo verde nelle Commissioni affari costituzionali e giustizia della Camera alla proposta di legge che reintroduce il reato di falso in bilancio. E, dopo il via libera con voto favorevole di tutti i gruppi (ma il Pdl si è astenuto), è stato conferito il mandato di relatore a Federico Palomba (Idv), in vista dell’arrivo in aula lunedì 28.

Frutto dell’iniziativa del movimento di Antonio Di Pietro, il provvedimento sulle false comunicazioni sociali ed altri illeciti societari nasce da due pdl (C.1777 e C.1895), finalizzate a ripristinare la disciplina penale del falso in bilancio «trasformandolo da contravvenzione in delitto, e da reato di danno a reato di pericolo, tutelando cioè la correttezza e la regolarità delle informazioni relative ai bilanci, indipendentemente dal danno provocato», riferisce Palomba, in un colloquio con ItaliaOggi. Ci sono, poi, due articoli aggiuntivi che prevedono, fra l’altro, che nel caso di danno molto rilevante la pena venga aumentata. Secondo il deputato, inoltre, grazie al varo del testo «sarà di nuovo possibile effettuare in Italia processi per simili illeciti, giacché in 10 anni la corte di Cassazione sarà riuscita a pronunciare soltanto 39 sentenze». Il motivo? Palomba risponde che «erano tanti e tali gli sbarramenti normativi posti negli anni scorsi che decretavano l’irrilevanza della fattispecie di reato, che i fatti riguardanti false comunicazioni sociali ed altre irregolarità semplicemente non venivano perseguiti», con riferimento alla riforma del 2005 del governo di Silvio Berlusconi. Il via libera alla pdl dipietrista, su cui si è raccolto il consenso di buona parte della maggioranza (centrodestra escluso), sarà «di una portata ancora più rilevante di ciò che si possa immaginare, perché la nuova legge agirà da deterrente anche per i reati di corruzione».

Una volta sbarcato in assemblea, però, il testo dovrà essere immediatamente sottoposto a restyling, sotto la «benedizione» del ministero della Giustizia, per ovviare al colpo di mano del Pdl della scorsa settimana, che ha sensibilmente depotenziato l’impianto legislativo. Difatti, anticipa Palomba, «ci sarà un emendamento sull’articolo 1», per rimediare all’approvazione in commissione di una proposta di Manlio Contento (Pdl), passata anche con i voti di Udc e Fli che, in sintesi, smontava l’essenza stessa del testo, ossia il pieno ripristino del reato di falso in bilancio; il sì alla modifica aveva scatenato la rabbia dell’Idv e del Pd che avevano puntato il dito contro il sottosegretario di via Arenula Salvatore Mazzamuto, accusato di aver fuorviato centristi e finiani, avendo espresso il parere favorevole dell’esecutivo su due emendamenti che, a parere della capogruppo Pd Donatella Ferranti, avevano, invece, un contenuto diametralmente opposto. Non si è fatta attendere la risposta del guardasigilli, Paola Severino: «Se errore c’è stato, nel senso che il sottosegretario Mazzamuto non ha letto per intero la scheda fornitagli, si porrà rimedio in Aula». Lunedì, dunque, si conosceranno i ritocchi.

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