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Tonfo di Mps (-10%). Fondazione pronta all’aumento

La conferma ieri da parte di Mps che la banca sta valutando un innalzamento dell’aumento di capitale, ora di 3 miliardi, per rimborsare «entro l’esercizio» i 4,07 miliardi di Monti bond ha provocato un crollo in Borsa: il titolo — su cui ieri e oggi la Consob ha vietato le vendite allo scoperto — ha perso il 10,4% a 0,22 euro, pari a 2,5 miliardi di capitalizzazione, praticamente la metà della cifra di 5 miliardi che fonti del consorzio di garanzia capitanato da Ubs danno come la nuova soglia da chiedere al mercato.
L’istituto presieduto da Alessandro Profumo e guidato da Fabrizio Viola ha detto che la valutazione è stata avviata «a seguito della pubblicazione del manuale dell’asset quality review» nonché «dei colloqui intercorsi con l’autorità di vigilanza». Insomma è la verifica degli attivi da parte della Bce in vista del passaggio alla Vigilanza unica a preoccupare Siena. Un aumento da 5 miliardi dovrebbe fornire alla banca 1 miliardo in più di patrimonio per far fronte ad ulteriori svalutazioni, oltre che per rimborsare integralmente entro l’anno e non più al 2017 gli aiuti di Stato. Secondo gli analisti di Equita sim, Mps potrebbe raggiungere una copertura dei crediti problematici del 56% rispetto all’attuale 52%. Le banche del consorzio sono disponibili all’aumento della ricapitalizzazione, per vari motivi: il mercato è favorevole agli investimenti italiani, come confermato dall’ingresso di BlackRock al 5,7% in Mps; inoltre la vendita del 31% delle azioni da parte della Fondazione Mps rende già di fatto coperto un terzo dell’aumento, visto che chi compra poi sottoscriverà le nuove azioni; infine rafforza il patrimonio attorno al 10% e potrebbe far tornare prima l’istituto alla redditività. Anche la Fondazione — ora al 9% ma destinata a scendere al 2,5% dopo l’ok della Banca d’Italia alla vendita del 6,5% ai fondi esteri Fintech e Btg Pactual e al patto di sindacato — potrebbe sottoscrivere un aumento maggiore, investendo 125 milioni, 50 in più circa dai precedenti 75. Ci sarebbe anche tempo per far concludere il nuovo aumento entro giugno così da non dover pagare la cedola in azioni al Tesoro: per Equita è possibile una nuova assemblea a metà maggio, così da partire il 26.

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