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Tonfo in Borsa, Mps vale 550 milioni. Tagli ai costi, ipotesi di 5 mila esuberi

Il Montepaschi scende ai suoi nuovi minimi storici dopo aver chiuso ieri in calo di un altro -6,40% a 0,19 euro per azione. L’intera banca capitalizza adesso circa 549 milioni, di fatto un decimo dell’aumento di capitale da 5 miliardi allo studio. Pesano sulla banca le incertezze legate alle modalità della ricapitalizzazione e sul piano industriale. Ieri è stato il giorno di insediamento a Siena del neoamministratore delegato, Marco Morelli. Come prima mossa, il banchiere ha incontrato le sigle sindacali per discutere in particolare del nuovo piano che i sindacati vogliono «in tempi rapidi». Morelli ha promesso anche trasparenza sugli stipendi dei top manager, che verranno tagliati. Il piano comunque arriverà con qualche giorno di ritardo rispetto al board già fissato del 26 settembre. Morelli non ha dato indicazioni né cifre ma secondo diverse fonti bancarie, si tratterà di un piano che farà leva sulle caratteristiche di banca-rete di Mps e dunque sulla base dei clienti, rimasta stabile nonostante un fisiologico calo dei depositi. La componente ricavi sarà solo una parte del piano, che si fonderà soprattutto su risparmi di costi, a cominciare dal personale. Secondo stime di fonti vicine alla banca e confermate in ambienti sindacali, si ipotizzano circa 5 mila esuberi, un’ulteriore stretta dopo che già in 5.500 hanno lasciato la banca sotto Fabrizio Viola, senza licenziamenti. Circa 2.500 sono comunque esuberi già previsti nel vecchio piano e ancora da attuare. «La prima priorità è il rafforzamento patrimoniale e la messa in sicurezza» di Mps, ha detto Morelli in un videomessaggio ai dipendenti. In serata, uscendo da Rocca Salimbeni, ha aggiunto all’agenzia Ansa: «C’è tanto lavoro da fare».

Restano ancora da definire tempi — entro l’anno, o all’inizio del 2017 in base anche a quando si terrà il referendum costituzionale — e modalità dell’aumento di capitale, cui lavorano le banche del consorzio capitanato da JPMorgan e Mediobanca: sembra che si andrà verso un aumento misto, cioè con una parte senza diritto d’opzione riservata all’«anchor investor» e al servizio della conversione dei bond subordinati, e con un’altra parte con diritto di opzione per i soci. Sui costi delle banche si è soffermato ieri il capo della Vigilanza di Banca d’Italia, Carmelo Barbagallo. Parlando al Forum Fisac Cgil, è tornato a chiedere al sistema bancario di agire sulla redditività, che è ancora troppo «debole»: servono una profonda riorganizzazione del business e un nuovo «energico» taglio dei costi, anche con riduzioni di quelli per il personale.

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