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Tokyo non firma l’intesa con Uk finché non sa come finisce Brexit

In Giappone come a Bruxelles il Regno Unito è impantanato nella Brexit. Tokyo non ha fretta di concludere un accordo commerciale sulle quote di carne e di formaggio con Londra senza conoscere la natura futura dei rapporti tra l’Uk e l’Unione europea.

A Bruxelles, però, i progressi delle trattative sulle condizioni del divorzio sono molto limitati sui temi chiave e al momento non ci sono le condizioni per passare alla fase due che dovrà stabilire le relazioni future fra Londra e l’Unione.

Per gli inglesi sono tre le priorità: le sorti dei sudditi, la frontiera tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda e il conto da pagare a Bruxelles. Sui primi due punti sono stati fatti passi avanti: si è esplorata la possibilità di mantenere un riconoscimento reciproco dei diplomi fra la Ue e il Regno Unito o di prolungare la copertura sanitaria dei cittadini. Londra ha anche assicurato agli europei che sarà mantenuta l’attuale zona di libera circolazione tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica di Irlanda. A bloccare, invece, è ancora la questione del conto da pagare e il metodo di calcolo dell’assegno che Londra dovrà staccare prima di chiudere la porta. Gli inglesi, però, non vogliono versare più del budget che avrebbero dovuto a Bruxelles il giorno prima della Brexit, mentre i 27 non vogliono pagare per gli impegni presi a 28. Vista da prospettive opposte, il conto finale oscilla da 25 a 65 miliardi di euro secondo il think tank Bruegel ripreso da Le Monde. La battaglia è in mano ai giuristi che dovranno definire esattamente quanto il Regno Unito deve alla Ue. Proprio dall’accordo economico tra l’Uk e Ue dipende il prosieguo delle trattative a Bruxelles mentre Londra ha fretta di passare a negoziare il futuro accordo di libero scambio nell’interesse delle imprese e la prosperità del popolo britannico e del resto della Ue. Accordo che per Londra non può essere soggetto a ricatti.

In questa situazione bloccata, Tokyo ha deciso di vedere come va a finire tra Uk e Ue prima di firmare a sua volta accordi commerciali con Londra. Il primo ministro britannico, Theresa May, nel suo viaggio in Giappone sperava di intavolare trattative sul partenariato commerciale e invece ha ottenuto soltanto una promessa formale dal premier Shinzo Abe che il Giappone lavorerà a un accordo dopo la Brexit allineandosi all’intesa che sarà raggiunta da Uk con la Ue. Per il Giappone il mercato europeo, ben più importante di quello britannico, è prioritario. E per questo non tratterà con l’Uk prima di aver regolato tutti i dettagli del proprio accordo con Bruxelles. I britannici, dunque, non spunteranno con il Giappone condizioni migliori per le loro esportazioni di quelle concordate tra il Giappone e la Ue. E il premier Theresa May ha dovuto riconoscere che le trattative con Tokyo si faranno sulla base dell’accordo finale tra la Ue e il Giappone.

Angelica Ratti

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