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Tod’s in crescita senza frontiere

«Ci aspettiamo un buon anno, lo stiamo già vedendo». Diego Della Valle parla così del 2012 della sua Tod’s, ieri in assemblea per l’approvazione del bilancio e aggiunge: «a livello mondiale le prospettive sono eccellenti e c’é la possibilità di crescere moltissimo». In Italia, certo, spiega il presidente del gruppo «c’è una forte turbolenza», ma «lo sapevamo e riusciamo a gestirla bene». L’ultimo esercizio del resto ha dimostrato che Tod’s può reggere bene l’urto della crisi anche in momenti difficili: i soci, riuniti a Sant’Elpidio a Mare, hanno approvato un bilancio 2011 che ha visto in crescita i ricavi a 893,6 milioni di euro (+13,5% rispetto al 2010) e l’utile netto (135 milioni, 23,8% in più) con conseguente innalzamento anche del dividendo. Aderendo alla proposta formulata dal cda, l’assemblea (che ha rinnovato di un triennio il consiglio con la conferma degli amministratori uscenti) ha approvato, infatti, la distribuzione di una cedola pari a 2,5 euro per azione, al lordo delle eventuali ritenute di legge, corrispondente a un pay-out del 56,7% sull’utile netto del gruppo. A trainare il risultato, sul fronte dei marchi è stato il brand principale Tod’s, mentre sul versante dei prodotti c’è un deciso passo avanti per calzature, pelletteria e accessori, mentre regge l’abbigliamento. Il fatturato, in ogni caso, ha registrato una crescita a due cifre in tutto il mondo, tranne che in Italia dove comunque si è attestato sul +5,5%. «Abbiamo risentito di turbolenze in alcune parti del mondo – ha commentato il presidente – e l’Italia è una di queste». Nel futuro però, non sembra che gli azionisti abbiamo da preoccuparsi: «In alcuni mercati – ha sottolineato Della Valle – ci sono prospettive eccellenti, in altri le prospettive sono buone. Investiamo molto ma a patto che l’Ebitda possa marciare sempre con l’andamento da noi richiesto». Il bilancio del resto può confermare l’ottimismo del presidente: nel 2011 sul fronte patrimoniale le disponibilità finanziarie nette si sono attestate a 110,7 milioni rispetto a 96,5 milioni di fine 2010, mentre gli investimenti sono stati pari a 61,9 milioni compresi 19,3 milioni relativi al valore dell’asset immateriale inerente all’accordo per la ristrutturazione del Colosseo. Gli investimenti di natura operativa sono ammontati a 42,6 milioni rispetto a 29,8 milioni del 2010 (96,1 milioni includendo anche l’acquisito della sede operativa a Tokyo) e sono stati indirizzati per la maggior parte al rinnovamento e ampliamento della rete commerciale. «Abbiamo – ha chiosato Della Valle al termine dell’assemblea – tutte le risorse finanziarie che servono, forse anche troppo abbondanti, per svilupparci sui mercati e competere con concorrenti anche più grandi. Possiamo aspettarci un ottimo futuro».

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