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Todde: da Gkn schiaffo all’Italia Al tavolo di crisi solo un avvocato

«Una gravissima mancanza di rispetto, lo Stato tratta con chi ha potere di trattare e la parola responsabilità fa parte del vocabolario delle aziende che si siedono al tavolo delle Istituzioni». Cosa che invece ieri non è avvenuta. A Firenze, il ministero dello Sviluppo economico aveva convocato un tavolo con azienda, sindacati, enti locali e ministero del Lavoro per affrontare il caso Gkn, dove a 422 persone è stato comunicato via mail il licenziamento. Ma al tavolo in Prefettura con la viceministra del Mise Alessandra Todde, il fondo britannico ha mandato, in videocollegamento, un avvocato. «Non mi era mai capitato, questa non è una crisi industriale ma una vertenza con tematiche finanziarie, lo stabilimento è stato trasformato in un prodotto finanziario, non è un atteggiamento corretto nel metodo e nel merito».

Cosa succederà ora?

«Riconvocheremo il tavolo in tempi brevi e lavoreremo in sinergia con tutte le istituzioni per una soluzione concreta per la città e i lavoratori».

Era meglio prorogare il blocco dei licenziamenti?

«Come M5s avevamo chiesto una proroga per poter contare su una ripresa economica più robusta e su un’offerta di posti di lavoro che poteva aiutare eventuali criticità. In un governo di coalizione si è arrivati a una mediazione, anche con Confindustria e parti sociali, che è stata ritenuta adeguata».

Ci saranno altre crisi?

«Mi aspetto una crescita dei tavoli. Anche se con il lavoro fatto finora sono scesi da 149 agli attuali 86, di cui 55 aperti e 29 di monitoraggio. L’impegno è di gestire al meglio le varie crisi industriali, proponendo soluzioni e riportando il Mise ad essere il ministero dello Sviluppo Economico e non un distributore di ammortizzatori sociali».

E le multinazionali e i fondi stranieri che vogliono lasciare l’Italia?

Riconvo-cheremo le parti in tempi brevi, lavoreremo in sinergia con le istituzioni per una soluzione concreta

«Contro le delocalizzazioni abbiamo strumenti già in essere e lavoriamo per rafforzare il quadro normativo. Ad esempio, possiamo rivalerci sulle aziende chiedendo la restituzione di incentivi e ammortizzatori. Il problema è che vale solo rispetto a delocalizzazioni fuori dall’Unione europea perché per delocalizzazioni in Ue, le norme comunitarie non consentono di rivalerci. Vogliamo affrontare il problema sia dal punto di vista parlamentare che governativo. E lavorerò per una soluzione seria e concreta».

Da due anni Whirlpool dice di voler andare via…

«Ho chiesto all’azienda di accettare la proroga della cig per altre 13 settimane. Nonostante avessero disatteso l’accordo firmato al Mise nel 2018 e avessero usufruito di tutti gli ammortizzatori sociali, le istituzioni si sono prese carico di lavorare ad un progetto industriale alternativo. Sia chiaro: lo Stato non può mettere in discussione la necessità di un’azienda ad un’eventuale ristrutturazione, ma — per quanto riguarda ad esempio il caso Gkn — deve pretendere che scelte così dolorose non vengano intraprese senza prima un percorso ordinato e condiviso con tutte le parti sociali».

Sono previsti nuovi aiuti?

«Il Mise ha appena ufficializzato la nascita di un Fondo da 400 milioni di euro per le grandi imprese che si trovano in temporanea difficoltà a causa dell’emergenza Covid. Poi, l’estensione della cig per i lavoratori ex Embraco: il Mise è pronto a supportare un progetto serio e concreto. La messa in sicurezza dei lavoratori era prioritaria, ma ora lo è ancora di più un progetto industriale robusto che possa garantire il loro futuro».

C’è un piano B per i lavoratori Gkn nel caso in cui i licenziamenti vadano avanti?

«In una negoziazione i conti si fanno alla fine. Il tavolo Gkn sarà riconvocato in tempi brevi. E come sempre ho fatto, ci metterò la faccia».

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