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Tobin tax, tutti alla cassa il 16 ottobre

L’entrata in vigore della tobin tax sui derivati slitta dal 1° luglio al prossimo 1° settembre. Non solo. Per gli operatori chiamati alla cassa per il primo pagamento dell’imposta sulle transazioni finanziarie e della cosiddetta tassa antispeculazioni (applicata sulle operazioni ad alta frequenza), nonché del prelievo sulle transazioni che avranno ad oggetto strumenti derivati è differito di tre mesi e passa dal 16 luglio al 16 ottobre 2013. Un doppio intervento del Governo approvato nel corso dell’ultimo giro di tavolo del Consiglio dei ministri che sabato scorso ha licenziato il «decreto del fare» e che di fatto riscrive il già articolato calendario della tobin tax “made in Italy”.
Per il debutto della tobin tax sui derivati, dunque, gli operatori dovranno attendere un paio di mesi in più. Secondo quanto stabiliva l’ultima legge di stabilità, infatti, l’imposta sulle transazioni finanziarie che hanno per oggetto prodotti derivati o valori mobiliari sarebbe dovuta scattare il prossimo 1° luglio. Il prelievo, calcolato in misura fissa a seconda del valore delle operazioni e indicato nella tabella allegata alla legge finanziaria del 2013, si applica alle transazioni di strumenti finanziari derivati (articolo 1 del testo unico della finanza), sia se sono negoziati su mercati regolamentati e sistemi multimediali, sia se sono sottoscritti o negoziati al di fuori di questi mercati. Con lo slittamento dell’entrata in vigore della tobin tax sui derivati, slitta automaticamente al 16 ottobre anche la scadenza del primo versamento (secondo il decreto attuativo del febbraio scorso infatti il pagamento dell’imposta sarebbe dovuto avvenire il giorno 16 del mese successivo).
Il Governo, dunque, prende tempo e in questo modo allinea a metà ottobre il versamento della tobin tax oltre che sui derivati anche sul trasferimento della proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi, inizialmente in scadenza il prossimo 16 luglio. Alla stessa data slitta anche il pagamento della tassa antispeculazione. Interessate dal differimento sono tutte le operazioni regolate a decorrere dal 1° marzo 2013 e negoziate dopo il 28 febbraio scorso, così come tutti gli ordini inviati dal 1° marzo 2013 per quanto riguarda l’imposta sulle operazioni ad alta frequenza.
La proroga della scadenza di metà luglio si è resa necessaria perché ad oggi mancano ancora le indicazioni sui criteri e le modalità di versamento della tobin tax all’italiana che dovevano essere definiti con un apposito provvedimento dell’agenzia delle Entrate. Con lo stesso provvedimento l’amministrazione finanziaria avrebbe già dovuto stabilire anche le modalità per l’assolvimento dell’imposta e i relativi obblighi strumentali. Entro il 16 luglio, infatti, gli intermediari avrebbero dovuto corrispondere la tobin tax applicando, per il solo 2013 come prevede l’ultima legge di stabilità, un’aliquota dello 0,22% che si riduce allo 0,12% per i trasferimenti che avvengono in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione. A complicare il debutto alla cassa della tobin tax e dei relativi adempimenti, c’è anche il fatto che all’appello mancano ancora le modalità con cui gli intermediari e i soggetti chiamati a versare l’imposta sulle transazioni per conto dei clienti possono avvalersi della «Società di Gestione Accentrata» prevista dall’articolo 80 del testo unico della finanza sia per il pagamento dell’imposta, sia per gli obblighi dichiarativi.
L’imposta sarà dovuta dai contribuenti in favore dei quali avviene il trasferimento della proprietà delle azioni e degli strumenti partecipativi e dai soggetti in favore dei quali avviene il trasferimento della proprietà delle azioni, degli strumenti partecipativi e dei titoli rappresentativi, indipendentemente dalla residenza e dal luogo di conclusione del contratto. Responsabili del versamento dell’imposta sono comunque le banche, le società fiduciarie e le imprese di investimento, che intervengono nell’esecuzione delle operazioni, nonché i notai che intervengano nella formazione o nell’autentica di atti relativi alle stesse operazioni. Negli altri casi l’imposta è versata dal contribuente.

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