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Tobin Tax: trading in calo del 15%

L’effetto Tobin Tax incide sugli scambi di Borsa. A lamentarsi sono gli addetti ai lavori del settore che evidenziano il forte calo da marzo, quando la tassa è entrata in vigore.
Si parla di una discesa compresa tra il 15% e il 20 per cento. E il grido d’allarme arriva anche dall’amministratore delegato di Borsa italiana, Raffaele Jerusalmi.
«La Tobin Tax – spiega l’Ad di Borsa Italiana – dovrebbe essere tolta. Spero che il governo si renda conto che la tassa penalizza soltanto i risparmiatori e le imprese».
La misura «allontana gli investitori esteri, ma soprattutto quelli italiani dagli investimenti nel nostro Paese. Non è un grande aiuto per le imprese», ha aggiunto Jerusalmi a margine delle Universiadi del trading a Piazza Affari.
«In Francia stanno pensando di toglierla o modificarla ma a livello europeo il processo sembra essersi fermato» prosegue il numero uno di Borsa sottolineando che «questa tassa applicata solo in uno o due Paesi (Italia e Francia, ndr) scoraggia ad investire nelle azioni del proprio paese».
Secondo Jerusalmi «è difficile valutare gli impatti ma è chiaro che c’è un danno». In primo luogo «il costo addizionale per gli intermediari e poi le difficoltà di comprensione per gli investitori».
Intanto gli operatori fanno i conti dei volumi in discesa. «Da marzo mi sembra di poter percepire un 10-15% di minor traffico di trading nel nostro settore. A chi non ha le dimensioni giuste, conviene uscire dal business del trading on line, settore che richiede investimenti» dice Mario Fabbri, amministratore delegato di Directa Sim, azienda pioniere del trading on line in Italia.
«Mi auguro che venga abolita, ma non me lo aspetto» aggiunge Fabbri, secondo il quale «siamo ben lontani dal miliardo di incasso che lo Stato ha previsto». Nei mesi scorsi si era parlato di circa 250 milioni di euro, ma bisognerà aspettare il consuntivo.
Da parte nostra «abbiamo assistito a un calo degli scambi sul mercato di circa il 20%» indica Giuseppe D’Antonio, direttore commerciale di Iw Bank. «La Tobin Tax ha inciso molto, ha colpito tutti gli intermediari. Chiaramente c’è chi ha le spalle più larghe e chi si trova in un momento di debolezza. Ciò determinerà l’esclusione dal mercato di qualche società, che sarà costretta a chiudere o uscire dal settore del trading on line» afferma D’Antonio.
«Da ottobre – continua il manager – vi è stata però un’inversione di tendenza, abbiamo notato un ritorno degli investitori esteri, anche se non siamo direttamente coinvolti. Negli ultimi due mesi vi è stata una riscoperta di corporate bond di aziende e banche».

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