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Tobin tax «nuova» per i derivati

Tobin tax pienamente operativa. Da domani, infatti, entrano in vigore le modifiche apportate dal decreto del ministro dell’Economia e delle finanze del 16 settembre 2013 al decreto attuativo della Tobin tax del 21 febbraio 2013.
Per quanto riguarda gli strumenti finanziari derivati che prevedono la consegna fisica del titolo sottostante, cambieranno le regole di determinazione del valore della transazione contenute nell’articolo 4 del decreto del 21 febbraio 2013. L’imposta è dovuta in base alla misura fissata dalla tabella 3 allegata alla legge di stabilità per il 2013 e varia da un minimo di 0,01875 euro a un massimo di 200 euro. Per ciascuno degli otto scaglioni indicati nella tabella l’imposta è dovuta in misura fissa crescente. I predetti importi vanno ridotti a 1/5 nel caso di strumenti derivati quotati in mercati regolamentati. Per le operazioni ad “alta frequenza” l’aliquota è invece pari allo 0,02% del valore dell’operazione.
Con riferimento agli strumenti finanziari derivati non negoziati in mercati regolamentati (cosiddetti over the counter), assumerà rilievo il maggiore tra il valore di esercizio stabilito delle azioni (lo strike price), strumenti partecipativi e titoli rappresentativi sottostanti e il prezzo di liquidazione dei medesimi titoli stabilito contrattualmente. In assenza di riferimenti al prezzo di liquidazione nel contratto, si dovrà fare riferimento al prezzo ufficiale dei titoli sottostanti – se quotati su mercati regolamentati – del giorno precedente al regolamento dello strumento finanziario stesso. Se i titoli sottostanti non sono quotati, si assumerà come prezzo di liquidazione il valore normale ai sensi dell’articolo 9, comma 4 del Tuir.
Per quanto riguarda invece gli strumenti derivati quotati su mercati regolamentati, che prevedono la consegna fisica del titolo sottostante, assumerà rilievo il valore di esercizio stabilito di questi ultimi. In passato l’unica regola che trovava applicazione ai fini del calcolo del valore della transazione, sia per gli strumenti derivati quotati sia per quelli over the counter, era quello del maggiore tra il valore di esercizio stabilito e il valore normale. Un’ulteriore importante novità riguarda le modalità di calcolo della soglia del 50% del valore del sottostante di uno strumento finanziario derivato, ai fini dell’assoggettabilità di questo strumento alla Tobin tax.
Nel caso in cui lo strumento finanziario derivato sia quotato, occorrerà distinguere i casi in cui non sia possibile modificare il sottostante o il valore di riferimento dai casi in cui sia possibile effettuare tale modifica. Nel primo caso assumerà rilevanza il valore di mercato del sottostante alla data di emissione dello strumento finanziario derivato. Nel secondo caso assumerà rilevanza il valore di mercato del titolo sottostante sia alla data di emissione dello strumento finanziario derivato sia alla data di variazione del predetto titolo. Nel caso in cui lo strumento finanziario derivato non sia quotato occorrerà fare riferimento al valore di mercato del sottostante alla data di sottoscrizione o emissione, e alla data di variazione del sottostante o valore di riferimento. In passato, ai fini del calcolo della predetta soglia del 50%, non era rilevante la circostanza che il titolo sottostante potesse essere o meno modificato nel corso della durata del contratto. Con le modifiche apportate all’articolo 8 del decreto del 21 febbraio 2013 viene poi chiarito che non sono assoggettate a imposta le modifiche del sottostante di uno strumento finanziario non decise dalle parti, come accade ad esempio per un future sul Ftse Mib.
Il decreto correttivo esclude poi esplicitamente dall’applicazione dell’imposta gli strumenti finanziari derivati e i valori mobiliari che abbiano come sottostante o come valore di riferimento dividendi su azioni. A questo proposito, la relazione illustrativa al decreto chiarisce che l’imposta trova applicazione solo quando lo strumento finanziario derivato abbia un sottostante o un valore di riferimento rappresentato da misure su azioni o su indici direttamente collegati al valore delle azioni, in modo che una variazione del prezzo dell’azione determina una variazione dello strumento derivato. Sono quindi esclusi dalla Tobin tax i dividend swap e i credit default swap.
L’articolo 2 del decreto correttivo stabilisce, infine, che le modifiche relative alle obbligazioni e ai titoli di debito, entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2014.

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