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Tobin tax, meno vincoli alle fiduciarie

Con un provvedimento del direttore dell’agenzie delle Entrate, che si affianca al Dm del 21 febbraio 2013, vengono fornite agli intermediari le procedure applicative della Tobin tax. L’imposta si applica sulle transazioni relative ad azioni e altri strumenti partecipativi di società residenti in Italia fatte dal 1° marzo scorso e sui contratti derivati aventi per sottostante i titoli di cui sopra stipulati dal 1° settembre prossimo. Il primo versamento sarà fatto entro il prossimo 16 ottobre.
Il provvedimento individua gli intermediari responsabili del versamento dell’imposta, precisando che le società fiduciarie “statiche” sono obbligate al versamento solo se non si avvalgono di altri negoziatori o il fiduciante non attesti di aver già assolto l’imposta. Anche i notai sono responsabili a meno che il contribuente attesti che l’imposta è già stata applicata.
Ricordiamo, inoltre, che la relazione governativa alla legge 228/2012 chiarisce che, sia in caso di gestione collettiva sia in caso di gestione individuale, la società di gestione del risparmio è responsabile del versamento dell’imposta «a meno che non si avvalga di altro intermediario per l’esecuzione degli ordini di negoziazione». Il provvedimento, inoltre, disciplina le modalità di versamento (demandando a una successiva risoluzione l’istituzione dei codici tributo) e i cosiddetti obblighi strumentali, in particolare gli obblighi di registrazione da attuare utilizzando un apposito tracciato record. Gli obblighi di dichiarazione saranno disciplinati un prossimo provvedimento. Sono anche previste modalità automatizzate di rimborso delle eccedenze di versamento.
Nei casi in cui nella stessa transazione intervengano più intermediari responsabili, la regola generale è che l’imposta è prelevata da quello che ha ricevuto direttamente dal contribuente l’ordine di esecuzione, ma nel caso in cui siano coinvolti anche intermediari non residenti, il provvedimento prevede una casistica piuttosto articolata.
1) Se l’intermediario acquirente è localizzato (ossia ha sede legale) in un paese collaborativo (incluso nella lista di cui al Provvedimento del 1° marzo 2013 integrato il 29 marzo), è sempre responsabile del versamento (paragrafo 3.1.4). A tal fine:
– se hanno una stabile organizzazione in Italia adempie agli obblighi di versamento e a quelli strumentali mediante la stabile organizzazione, per le operazioni ovunque compiute;
– in alternativa, può nominare una rappresentante fiscale in Italia ;
– altrimenti si deve indentificare in Italia e adempiere direttamente (paragrafo 4.1.4).
2) Se l’intermediario acquirente non è localizzato in un paese collaborativo, la regola generale è che sia considerato come acquirente o controparte finale; pertanto l’imposta sarà assolta dall’altro intermediario che interviene nell’operazione (paragrafo 3.1.5). Il provvedimento chiarisce che, in questi casi, il cosiddetto “netting giornaliero” deve essere effettuato per ciascun cliente dell’intermediario e non a livello di intermediario. Tuttavia:
a) se ha una stabile organizzazione in Italia è obbligato a valersi della stabile organizzazione in Italia per le operazioni ovunque effettuate (paragrafo 4.1.II);
b) se l’intermediario ha una stabile organizzazione in un Paese collaborativo può avvalersi della stabile organizzazione, da indentificare in Italia, per le operazioni ovunque compiute (paragrafo 3.1.7);
c) se non ha una stabile organizzazione in Italia o che, avendo una stabile organizzazione in un Paese collaborativo, non intenda avvalersene può alternativamente (paragrafo 4.1.5):
– avvalersi un intermediario responsabile o di una fiduciaria residente in Italia o con stabile organizzazione in Italia
– identificarsi direttamente e avvalersi di Monte titoli.
Nei casi di cui alle precedenti lettere a), b) e c) l’intermediario non residente non è considerato acquirente o controparte finale.

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