Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Tobin Tax, accordo di principio

I paesi, che in questi mesi hanno negoziato la nascita di una tassa sulle transazioni finanziarie, hanno trovato ieri un sofferto accordo sui principi della nuova imposta. I dettagli tecnici sono ancora tutti da precisare, e nuovi ostacoli potrebbero facilmente sopraggiungere. A confermare la difficoltà dell’intesa – e l’incerto esito del futuro negoziato – è anche la scelta dell’Estonia di abbandonare il gruppo di 11 paesi disposti a una cooperazione rafforzata in questo ambito.
«È un passo avanti anche se non finale, le discussioni proseguiranno», ha detto il ministro delle Finanze e rappresentante della presidenza lussemburghese dell’Unione Pierre Gramegna. «È un buon risultato», ha commentato il ministro dell’Economia italiano Pier Carlo Padoan. «Spero che un accordo sui dettagli tecnici possa essere trovato entro la prima metà dell’anno prossimo», ha aggiunto il commissario europeo agli affari economici Pierre Moscovici.
In un comunicato, i paesi coinvolti nella cooperazione rafforzata hanno illustrato i principi della nuova imposta che riguarderà le transazioni di azioni e derivati, non le obbligazioni. Per quanto riguarda le azioni, l’imposizione riguarderà tutte le transazioni, anche quelle di giornata. Tutta la catena di transazioni verrà tassata, salvo gli agenti e le stanze di compensazione. Nel caso di mercati poco liquidi, le società incaricate di mantenere una sufficiente liquidità potrebbero essere esentate.
Sempre per quanto riguarda le azioni, la tassazione colpirà i titoli emessi nei paesi della cooperazione rafforzata. Quanto ai derivati, varranno i principi cumulati della residenza dell’investitore e del paese di emissione. La tassazione avrà una base imponibile «la più ampia possibile» e aliquote «basse». L’imposizione non dovrebbe avere alcun impatto sul costo sul debito pubblico. Nelle opzioni, la base imponibile sarà il premio; nelle altre forme di derivati, il criterio sarà il valore di mercato.
È dal 2011 che l’idea di una tassa sulle transazioni finanziarie è all’ordine del giorno in Europa. In quell’anno, la Commissione europea aveva presentato una proposta, che era stata bocciata da una maggioranza di paesi, tra cui alcuni stati membri che sono nei fatti grandi mercati finanziari, come la Gran Bretagna, il Lussemburgo e l’Olanda. Su iniziativa in particolare della Francia e della Germania, alcuni paesi hanno deciso di optare per una cooperazione rafforzata tra un piccolo gruppo di stati.
I paesi dell’Unione che hanno negoziato una Tobin Tax, come viene chiamata in Italia l’imposta sulle transazioni finanziarie, sono oltre alla Germania, alla Francia e all’Italia, la Grecia, il Belgio, l’Austria, il Portogallo, la Slovacchia, la Spagna, la Slovenia e l’Estonia. Quest’ultima ha annunciato ai suoi partner di avere abbandonato la trattativa. Dinanzi alle difficoltà di trovare una intesa, fu deciso a un certo punto di dotare il gruppo di un segretariato, guidato dal ministero delle Finanze austriaco.
Il negoziato diplomatico dovrà ora proseguire su una materia molto complessa. La speranza è di chiudere nel 2016. Tutti i paesi hanno però i loro interessi da difendere. Nel negoziato di questi anni, l’Italia e la Spagna hanno voluto salvaguardare le transazioni relative al proprio debito pubblico; mentre la Germania e la Francia hanno voluto evitare di mettere a repentaglio il mercato dei derivati. Questi strumenti finanziari sono particolarmente utilizzati dalle grandi banche francesi e tedesche.
Alcuni paesi hanno criticato sia il progetto della Commissione europea che l’idea di una cooperazione rafforzata. In particolare, Londra vede rischi per l’integrità del mercato unico e minaccia ricorsi. La scelta di perseguire la cooperazione rafforzata è pericolosa. Da un lato, crea maggiore integrazione tra un gruppo consistente di paese, tutti appartenenti alla zona euro. Dall’altro, provoca in un momento di tensioni nazionalistiche nuove occasioni di contrasto in ambiti delicati quali la finanza e il fisco.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa