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Tlc, primi intoppi per Iliad Rallenta la corsa sul mercato

La corsa di Iliad in Italia sta frenando. I numeri sulla “portabilità” che Il Sole 24 Ore è riuscito a recuperare sembrano testimoniare plasticamente quanto il mercato italiano si stia dimostrando difficile e non così rivoluzionabile per la compagnia che fa riferimento a Xavier Niel e guidata in Italia da Benedetto Levi. È proprio guardando ai numeri dei cambi operatore (mobile number portability) nel corso di questi primi mesi di attività della compagnia, partita in Italia a fine maggio 2018, che emerge come la conquista di utenti di telefonia mobile da parte di Iliad si sia dimezzata rispetto ai mesi del debutto. E stanno aumentando i clienti che fanno marcia indietro.
La lotta sui prezzi, la saturazione del mercato e la contesa sulle offerte a valore aggiunto stanno creando un mix sempre più esplosivo nel mercato della telefonia mobile. In cui anche chi doveva fare la rivoluzione sta iniziando a pagare dazio. Va fatta una precisazione: si tratta dei cambi operatore. Quindi dei passaggi da una telco all’altra. In questo computo non rientrano le nuove attivazioni. Attenzione però. Come messo nero su bianco da Agcom nel suo ultimo Osservatorio trimestrale, le sim “human” – escluse quindi quelle machine to machine utilizzate per l’IoT e l’automazione – a fine settembre 2018 erano 83,3 milioni, di cui 73,8 milioni nel solo “residenziale”. Insomma più della popolazione e peraltro 500mila in meno rispetto a un anno prima. Pensare a grandi attivazioni greenfield è arduo.
Quanto alla base clienti, gli ultimi dati dichiarati per Iliad sono di settembre: 2,2 milioni (e un fatturato di 55 milioni nei primi nove mesi del 2018), contro il milione di luglio. I dati dei cambi operatore – ragionevolmente la fonte della grande maggioranza di utenti acquisiti da Iliad – dicono che il trend calante negli arrivi dalle altre compagnie è cominciato proprio a settembre. A dicembre (si veda grafico in pagina) le acquisizioni sono state 142mila: un quarto delle 561mila di agosto, in continua discesa. Piccola inversione di tendenza a gennaio, con 220mila utenti presi agli altri operatori. In contemporanea proprio da settembre si è evidenziato un altro fenomeno: clienti che tornano indietro. A novembre e dicembre erano quasi la metà di quelli acquisiti. Anche qui va fatta una specifica: la differenza fra arrivi e partenze è sempre positiva. Del resto la compagnia è partita da neanche un anno.
A settembre, stando ai dati Agcom, aveva raggiunto il 3% del mercato residenziale. L’obiettivo del 10%, spesso citato dall’ad Levi, con questi ritmi potrebbe essere difficile da raggiungere. Anche perché le altre compagnie nel frattempo hanno attivato la contraerea, con offerte «winback» per recuperare i clienti andati via, oppure «operator attack» appositamente pensate per strappare clientela a operatori mirati. Lo hanno fatto con offerte molto competitive da parte degli operatori storici – Tim, Vodafone, Wind Tre e l’operatore virtuale Fastweb su tutti – ma anche con i nuovi marchi low cost “Kena” (Tim) o “ho.” (Vodafone).
Iliad ha oggi un’offerta a 7,99 euro al mese, lanciata a settembre per i primi 500 mila utenti, ma non ancora chiusa oltre a una “voce” a 4,99 euro. L’offerta di debutto, non più disponibile, era di 5,99 euro al mese con 30 Gb. Del resto – notano gli analisti – le tariffe degli operatori tradizionali sono ormai scese a livello di quelle di Iliad (per i nuovi utenti) che sperimenta di contro gli effetti di una rete ancora non ottimizzata e di una minore presenza fisica sul territorio (i negozi svolgono un ruolo di assistenza importante soprattutto per certe fasce di popolazione, le stesse attirate dai bassi prezzi con cui Iliad ha provato l’ingresso in Italia). Tutto questo ha portato a una pressione sui prezzi non da poco. Stando all’ultimo report Mediobanca sul settore sono andati persi 300 milioni di ricavi mobili tra il terzo trimestre 2018 e quello del 2017. E sono soldi che non rientrano più. Secondo l’analisi di Facile.it, poi, in 12 mesi il costo medio dei principali piani ricaricabili è sceso del 22% con +130% di Giga inclusi nelle offerte.
In questo quadro ci sono analisti finanziari che hanno iniziato a porre più di un interrogativo. Un recente report di Redburn proprio su Iliad, ad esempio, stima perdite di 90 milioni nel 2019 (Ebitda); previsioni in peggioramento, dato che in estate erano a -51 milioni stimati per il 2019. Per gli analisti è difficile che la compagnia – «avendo un’infrastruttura minima e meno di 4 milioni di utenti» – generi profitti a fronte degli investimenti appena fatti in frequenze, per 1,19 miliardi solo per fare la rete 5G. Difficile andare avanti per un operatore telefonico senza le giuste economie di scala, secondo gli analisti, che prevedono quindi uno scenario diverso, potenzialmente migliore, con il lancio di un’offerta fissa da parte di Iliad o se si fondesse con Wind Tre o Fastweb.

Andrea Biondi
Alessandro Longo

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