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Tlc, incentivi per la fibra solo con un «salto di qualità»

Settanta milioni di euro come costo totale dei progetti presentati dagli operatori per ciascuna area; aiuti dati solo a interventi infrastrutturali che «presentano caratteristiche di rete superiori a quelle delle reti già esistenti»; ma anche la specifica che, per le aree nere, servirà l’autorizzazione Ue e che il Cipe dovrà determinare l’entità delle agevolazioni entro il 30 aprile. Cosa però, quest’ultima, che sembra essere sempre più difficile visto che non si è ancora neanche partiti con le prenotazioni per le quali, stando ai dettami dello stesso Sblocca Italia, il 31 marzo doveva essere il D-Day.
E invece nulla, con un decreto attuativo dei crediti d’imposta – che il Sole 24 Ore ha potuto leggere – ma che risulta ancora fermo al ministero dell’Economia per problemi di copertura. Il tutto mentre gli operatori sono in manovra in una partita che si sta facendo sempre più spinosa. L’altroieri Telecom ha ufficializzato a Infratel l’impegno – già messo nero su bianco nel nuovo piano industriale – di cablare in fibra ottica (con tecnologie Ftth e Fttb) le principali 40 città italiane di qui al 2017. Un impegno non da poco ma con il quale, nei fatti, l’operatore punta a tagliare fuori dall’elenco delle aree incentivabili dal governo queste 40 città.
E quindi, chiunque voglia investire dovrà farlo con soldi propri, in conseguenza di questa iniziativa comunicata all’indomani di un parere Antitrust che mette paletti alla concessione degli incentivi agli operatori integrati verticalmente (leggi Telecom). Contro il parere Antitrust si invece è apertamente schierara ieri Asati, in una lettera aperta al premier Renzi in cui si legge che «la soluzione prospettata dall’Antitrust risulterebbe penalizzante per tutti gli altri operatori (Metroweb esclusa, ndr.) che hanno intenzione di investire nelle reti di nuova generazione». Tali misure «danneggerebbero gli operatori verticalmente integrati, e quindi il Sistema Paese». Invece, riguardo alle 40 città in cui Telecom ha previsto di investire il commissario Agcom, Antonio Preto, ha parlato di «notizia importante».
In questo clima si inserisce la melina sul decreto attuativo dello Sblocca Italia che è ancora in fase di lavorazione e, ovviamente, aperto a modifiche. Da quel che si può leggere però il credito d’imposta, a valere su Ires e Irap «complessivamente dovute dall’impresa che realizza l’intervento infrastrutturale, per il quale non sono previsti contributi a fondo perduto» saranno concessi «entro il limite massimo del 50 per cento del costo dell’investimento» nelle aree «in cui non esistono e non è prevista la realizzazione di infrastrutture a banda ultralarga nei prossimi tre anni», ma anche «nelle aree in cui sono presenti uno o più fornitori di servizi di rete a banda ultralarga, ma gli interventi infrastrutturali per cui è richiesto il credito d’imposta presentano caratteristiche di rete superiori a quelle di rete già esistenti».
Al di là di questo, il decreto mette poi in chiaro che il riconoscimento del credito di imposta è subordinato all’autorizzazione della Commissione europea e solo agli interventi il cui progetto esecutivo documenti il rispetto del requisito «del salto di qualità» previsto dalla Commissione e, nel caso di interventi infarastrutturali in grado di fornire altissima velocità ben oltre i 100 Mbs l’osservanza degli altri requisiti previsti dalla Commissione.
Per essere agevolabili, gli interventi privati devono comunque non essere inferiori a 200mila euro (per comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti). Per interventi superiori a 50 milioni di euro, i mesi per completare salgono a 30, ma la connessione a tutti gli edifici scolastici nell’areainteressata deve essere assicurata entro i primi dodici mesi.
In generale, gli interventi dovranno garantire la connettività a tutti i potenziali clienti dell’area «con un fattore di contemporaneità del 50% della popolazione residente» e a tutte le sedi scolastiche. Andando avanti nei punti chiave del decreto, emerge come siano previsti, per i beneficiari degli aiuti, tutti gli obblighi di accesso attivo e passivo, l’obbligo di realizzare cavidotti sufficienti al passaggio di varie reti. I principi di tariffazione dei servizi all’ingrosso saranno stabiliti da Agcom.
Potrebbe poi comunque verificarsi il caso di conflitto di prenotazione nella stessa area. Qui la “gara” prevede l’assegnazione di punteggi basati sui seguenti criteri:maggior copertura (0-30); miglior livello di servizi potenzialmente offerti (0-30); miglior soluzione tecnologica ed architetturale (0-30); minore percentuale di beneficio richiesta (0-10). Il Cipe però dovrà individuare «il limite degli interventi agevolabili» e «l’aliquota del credito d’imposta». Infine i termini: il 31 maggio per presentare i progetti esecutivi ed entro il 30 giugno l’operatore deve inviare «la data di avvio attività e la data presunta di completamento delle opere».

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