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Tlc, AgCom prepara gli incentivi per il passaggio dal rame alla fibra

Un’azione per favorire la migrazione alla fibra e ai servizi della gigabit society. E quanto alla deregolamentazione – gli alleggerimenti regolatori che l’Authority ha pensato di concedere a Tim nelle aree “contendibili” – nei fatti resta ma ridimensionata, con la rimozione del vincolo di controllo di prezzo per Tim ma solo per una parte dei servizi di accesso, vale a dire il bitstream e il Wlr.

Il consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha concluso l’analisi di mercato sull’accesso alla rete fissa (relatori il presidente Angelo Marcello Cardani e il commissario Antonio Nicita). Una conclusione attesa vista la scadenza del mandato dell’Agcom il prossimo 25 luglio. «Lo schema di provvedimento – spiega l’Agcom – sarà notificato alla Commissione europea» con approvazione definitiva «entro la fine del mese di luglio».

Il testo del provvedimento si conoscerà nei prossimi giorni e solo allora si potranno avere elementi più di dettaglio su quello che rappresenta il quadro normativo entro cui si svilupperanno per i prossimi anni le dinamiche del mercato delle tlc in cui Telecom, come operatore con significativo potere di mercato, è sottoposta a controllo nella sua attività. Anche sui prezzi ai quali dà l’accesso alla propria rete. Qui ad esempio si legge che «le maggiori novità sui prezzi dei servizi di accesso riguardano il vula per il quale, rispetto alla consultazione pubblica, l’Autorità ha approvato una riduzione per gli anni 2018, 2019 e 2020 restando, viceversa, immutato a 12,50 euro mese il canone di atterraggio al 2021».

Stando al comunicato Agcom diramato ieri lo schema di provvedimento che ora passa al vaglio della Commissione Ue punta dritto ad accelerare la realizzazione delle reti a banda ultralarga. «Fermi restando gli obiettivi di tutela della concorrenza e del consumatore – si legge nel comunicato dell’Authority – gli interventi dell’Autorità sono orientati allo sviluppo delle reti ad alta capacità, accelerandone i processi di migrazione, al fine di contribuire a conseguire gli obiettivi della Gigabit Society posti dall’Unione europea». In questo senso è molto significativo poi il passaggio in cui si legge che «l’Autorità conferma l’intenzione di agevolare la migrazione delle linee di accesso dal rame alla fibra. A tal fine ha apportato, rispetto al testo andato in consultazione pubblica, alcune modifiche alla disciplina del processo di migrazione (decommissioning)».

Qui solo la versione finale del provvedimento potrà meglio specificare il punto. Dal canto suo Agcom segnala di aver «previsto incentivi per ridurre i costi di migrazione e penali per prevenire condotte anti-competitive».

L’incentivazione per la migrazione dal rame alla fibra sembra insomma essere un punto chiave dell’azione di Agcom che si è declinata in questo provvedimento che sara ora trasmesso a Bruxelles dopo mesi di consultazione (da fine del 2018) con il mondo delle tlc. In questi mesi un elemento sicuramente scottante è stato rappresentato dal tema della deregolamentazione (l’alleggerimento dei vincoli regolatori per Telecom) in alcune aree sul quale gli operatori alternativi (Open Fiber in testa) hanno lanciato l’allarme e anche Antitrust (si veda Il Sole 24 Ore del 18 maggio) si era espressa in maniera critica.

Su questo versante, la deregolamentazione è confermata per il comune di Milano mentre «in poco meno di 30 città italiane nelle quali la quota di mercato al dettaglio e all’ingrosso di Tim risulta inferiore ad una determinata soglia e in cui almeno due reti di accesso alternative a Tim coprono ciascuna il 60% del territorio» sarà possibile, come detto, la rimozione del vincolo di controllo di prezzo «che, per il momento, riguarderà solo il bitstream (e non i servizi del mercato 3a quali Slu, Ull, accesso ai cavidotti e alla fibra spenta, Vula) e il Wlr».

La deregolamentazione, anche se in versione più light, è insomma sdoganata con un piccolo paradosso se vogliamo: facilitazioni in presenza di più reti, proprio nel bel mezzo delle discussioni sulla rete unica che potrebbe nascere da un’unione Tim-Open Fiber.

Detto questo, c’è un certo grado di flessibilità prevista nel pricing che Tim potrà applicare agli altri operatori per i servizi Vula: sarà possibile dal 2021 «dopo aver verificato – nel 2020 – quale sia stata l’evoluzione effettiva della concorrenza e l’effettivo grado di adozione (take up) degli accessi ad alta capacità».

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