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Titolo giù del 19,3%, mossa antispeculativa della Consob. Debuttano i nuovi 50 euro In circolazione dal 2017

Il problema ormai è esploso, e il governo accelera i piani per la messa in sicurezza delle banche e soprattutto del Monte dei Paschi, la più debole, presa di mira dal mercato. Ieri il titolo ha avuto un nuovo crollo in Borsa, dove ha accumulato una perdita del 30,6% in due sedute, che ha portato la quotazione al minimo storico di 0,26 euro. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, garantisce che il governo opera per «minimizzare l’instabilità». Ma la preoccupazione dell’esecutivo è molto forte, accentuata dall’enfasi della stampa internazionale sui problemi delle banche italiane.

La Consob, l’autorità di controllo sulla Borsa, ha intanto vietato per tutta la giornata di oggi le vendite «allo scoperto» delle azioni Mps, nell’intento di frenare la speculazione. Ma l’esecutivo studia altre misure, che si stanno faticosamente negoziando con Bruxelles, e punta a sbloccare nel più breve tempo possibile i rimborsi per gli obbligazionisti delle quattro banche messe in risoluzione nel 2015. Prima che scoppino altri problemi.

Il rischio che un intervento pubblico nel salvataggio delle banche in difficoltà (oltre a Mps, tra i casi più delicati c’è anche Carige), per il rigore delle regole Ue sugli aiuti di Stato, comporti il sacrificio degli obbligazionisti, è elevato. Anche per questo, da ieri, l’ondata di vendite ha colpito pure i bond del Monte Paschi, con cali tra il 10 ed il 20%. Il negoziato con la Ue, ora in stallo, verte proprio su questo punto. Il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, ricorda che le regole permettono «un sostegno finanziario pubblico straordinario per garantire la stabilità finanziaria senza attivare la risoluzione. Ciò si applica solo a istituzioni solventi ed è soggetto — dice — a condizioni precise e rigorose insieme al controllo degli aiuti di Stato».

Palazzo Chigi, anche pensando al referendum costituzionale, vuole evitare a tutti i costi altri danni ai risparmiatori, il Tesoro appare un po’ meno ottimista. Tutti, però, sono convinti che occorra fare qualcosa. La Bce ha appena chiesto a Siena di vendere altri 10 miliardi di sofferenze. E si teme che gli «stress test» di fine luglio sulla tenuta delle banche evidenzino un nuovo fabbisogno di capitale per il Monte, appesantito da sofferenze elevatissime.

Ieri, da Siena, è arrivato anche l’allarme del sindaco, Bruno Valentini, che ha chiesto al governo «misure tempestive e risolutive» per salvare il Monte a tutti i costi, dentro o fuori le regole Ue. E quello dei sindacati bancari. «Renzi non lasci fare ai burocrati e si faccia rispettare» ha detto Lando Sileoni, segretario della Fabi. Domani, in città, si riunisce il cda della banca per rispondere alla richiesta Bce di accelerare la cessione delle sofferenze. I senesi, intanto, si interrogano sui 50 milioni che il Monte ha appena conferito ad Atlante, che dovrebbe salvare le banche, per non dire dei 50 pagati lunedì al Tesoro in cash, invece che in azioni.

Mario Sensini

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