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Titoli di Stato, a luglio forti acquisti dall’estero

In luglio, quando ancora nessuno si aspettava l’innesco della rapida crisi politica che avrebbe portato a un velocissimo cambio di governo e maggioranza, gli investitori esteri hanno effettuato «ingenti acquisti» di titoli italiani di portafoglio (30,1 miliardi, di cui 19,1 di titoli del debito pubblico). Il dato emerge dalle statistiche sulla bilancia dei pagamenti diffuse ieri dalla Banca d’Italia. I nuovi afflussi di capitali stranieri sono stati più che compensati dalla riduzione delle passività per “altri investimenti”, pari a 39,7 miliardi, dovuta soprattutto al calo della raccolta delle banche italiane sull’interbancario. Il dato conferma un trend positivo di ritorno all’acquisto di titoli del debito pubblico da parte degli investitori esteri, favorito anche dai buoni rendimenti, che Bankitalia aveva già segnalato nel Bollettino economico di luglio, dove si indicava che nei primi quattro mesi dell’anno sottoscrizioni per 22,3 miliardi avevano assorbito circa il 40% delle nuove emissioni nette del Tesoro.

Tornando alle statistiche pubblicate ieri, nei dodici mesi terminati a fine luglio – rivela Bankitalia – il conto corrente dell’Italia segnava un surplus di 46,7 miliardi(il 2,7% del Pil), un dato in linea a quello registrato nel corrispondente periodo del 2018. Il miglioramento dei saldi dei redditi primari (16,7 miliardi, da 12,3) e dei servizi (-2,4 miliardi, da -3,9) è stato controbilanciato dalla riduzione dell’avanzo mercantile (51,2 miliardi, da 53,4) e dal maggior deficit dei redditi secondari (-18,8 miliardi, da -15,1). Le acquisizioni nette di attività sull’estero sono state pari a 50,7 miliardi di euro (da 30,9 nel periodo corrispondente del 2018). Al saldo positivo degli “altri investimenti” (67,6 miliardi) si sono contrapposti quelli negativi degli investimenti di portafoglio e diretti (rispettivamente -17,8 e -4,2 miliardi).

In luglio gli italiani hanno a loro volta investito in titoli di portafoglio emessi all’estero per 7,4 miliardi (sia azioni e fondi comuni sia obbligazioni a lungo termine); hanno invece ridotto gli “altri investimenti” per 4,0 miliardi e gli investimenti diretti per 0,6 miliardi. Le acquisizioni nette di attività sull’estero sono state pari a 4,2 miliardi di euro.

La posizione patrimoniale netta sull’estero continua ad alleggerirsi e si colloca ora su valori negativi appena inferiori al 5% del Pil (viaggiava attorno al 25% nel 2014, quando l’economia nazionale è uscita dalla fase recessiva). La posizione debitoria della Banca d’Italia sul sistema TARGET 2 è scesa a fine luglio a 435 miliardi: nei primi cinque mesi dell’anno era oscillata intorno ai livelli di fine 2018 (482 miliardi).

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