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Titoli di Stato: oggi è il Bot Day La nuova mappa del Tesoro

di Marco Sabella

Due settimane fa (28 novembre) il Btp Day. Oggi, 12 dicembre, il Bot Day. Giornata durante la quale le banche non applicheranno alcuna commissione di sottoscrizione — solitamente 30 centesimi per i Bot a 12 mesi — ai titoli che andranno in asta in mattinata. Ancora una volta si tratta di un modo per sostenere le emissioni pubbliche, rendendo più appetibile il rendimento dei titoli di Stato per i sottoscrittori privati, in pratica famiglie e imprese.
Ma quali novità sono maturate nel corso di appena due settimane?
Scenario
«Lo scenario odierno — risponde Daniele Guidi, responsabile delle gestioni obbligazionarie di Bnp Paribas im — è già diverso rispetto a novembre. I titoli di Stato italiani hanno messo a segno un guadagno in conto capitale che va dall'2-3% dei Btp a breve scadenza fino al 6,7% delle emissioni a dieci anni». E questo perché la nascita del governo Monti e i primi interventi di bilancio «hanno inciso in parte sulle aspettative e sui timori del mercato, determinando un restringimento degli spread non soltanto tra i Btp e i Bund tedeschi, ma facendo scendere il differenziale di interesse anche fra gli Oat francesi, i Bonos spagnoli e il Bund», precisa Guidi.
Naturalmente molto resta da fare, soprattutto a livello di accordi europei, come ha dimostrato il nuovo peggioramento degli spread nella giornata di giovedì della scorsa settimana. A questo punto, secondo i gestori, guadagni importanti potranno realizzarsi soprattutto sui titoli a scadenza breve (2-3 anni) e intermedia (5-7 anni), a patto che nei prossimi mesi il clima migliori.
Meccanismi
«I rialzi delle quotazioni dei Btp che si sono osservati nelle ultime due settimane sono rilevanti, e tuttavia rappresentano un recupero ancora limitato rispetto alle perdite che si sono registrate nel corso degli ultimi mesi», sottolinea ancora Guidi. Che ricorda come ad aprile di quest'anno lo spread Bund-Btp fosse a 120-130 punti, diventati poi oltre 550 nel momento peggiore della crisi. «Da adesso in avanti lo scenario più probabile è quello di un ulteriore rialzo delle quotazioni e di calo degli spread, soprattutto se i mercati, e lo vedremo all'apertura di oggi, apprezzeranno le decisioni prese nel fine settimana dal vertice europeo per rafforzare l'euro», prevede Antonio Mauceri, amministratore delegato di Augustum Opus Sim. Secondo Mauceri lo spazio di guadagno potenziale più elevato si concentra sui titoli di breve termine, che rispetto alle emissioni tedesche di pari durata offrono uno spread del 5,6% (568 punti) contro il differenziale del 4,2% (421 punti circa) dei titoli a 10 anni.
«Per questa ragione è possibile che i rendimenti dei Bot a 12 mesi in asta oggi possano scendere al di sotto della soglia del 5%, che rimane un quid di rendimento elevatissimo, soprattutto se nel corso dei prossimi mesi il differenziale di rendimento fra i titoli di breve termine italiani e tedeschi scenderà drasticamente», conclude Mauceri. Spezza invece una lancia in favore delle scadenze intermedie — comprese fra i 5 e i 7 anni — Daniele Guidi.
«Se la logica di investimento è quella del cassettista, e quindi il risparmiatore non pensa di rivendere il titolo prima della scadenza naturale, portarsi a casa una cedola annuale del 6,5%, come avviene per i Btp a cinque e a sette anni, rappresenta un modo per assicurarsi un rendimento eccellente su un arco di molti anni», sottolinea. In sostanza le emissioni brevi e medio-lunghe sono quelle che presentano il miglior profilo rischio/rendimento nell'ipotesi di un recupero strutturale del mercato del reddito fisso e di rafforzamento dell'euro. Mentre i Btp a dieci anni (o anche oltre) conservano una volatilità molto elevata e non offrono alcun significativo rendimento aggiuntivo rispetto alle scadenze più brevi.

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