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Titoli di Stato e banche, l’Ue apre il dossier

BERLINO
Nell’Europa delle crisi multiple, questa è la settimana della finanza. Venerdì e sabato si riunisce ad Amsterdam l’Ecofin che avrà all’ordine del giorno l’Unione bancaria ma da un punto di vista molto delicato: come tenere assieme e in che tempi la «condivisione» dei rischi bancari (attraverso una garanzia comune sui depositi) e la «riduzione» dei rischi bancari (quale grado di azzardo assegnare ai titoli di Stato). Oggi, invece, si riunisce il consiglio dei Governatori della Bce e, alla fine, Mario Draghi terrà la consueta conferenza stampa: è la prima dopo che il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha attaccato pubblicamente la banca centrale.

La presidenza olandese di turno della Ue ha convocato la riunione dell’Ecofin – i ministri finanziari – su un ordine del giorno che non ci si aspettava. Perché molto divisivo. Da una parte, c’è un urgenza di arrivare a creare una garanzia comune dei depositi, la terza gamba per completare l’Unione bancaria: la vogliono molti Paesi, Italia in testa, perché darebbe la stessa sicurezza a un euro in una banca tedesca e in una greca. Dall’altra ci sono Paesi, Germania in testa, i quali temono che le banche posseggano troppi titoli di Stato e che questo possa diventare per esse un rischio se i conti di quello Stato vanno in crisi: prima di accettare una garanzia comune vogliono che i titoli di Stato non siano più considerati a rischio zero, come oggi, ma comportino un azzardo rispetto al quale le banche devono mettere a bilancio una copertura per il caso di crisi sovrana.

Si tratta di interessi e di filosofie contrapposte. Berlino non vuole dare garanzie a banche di Paesi che potrebbero entrare in crisi. E ritiene che le differenze di rischio sui titoli pubblici debbano essere riconosciute dai mercati. Roma, Parigi e altri ritengono che questo sia corretto in teoria ma che se una regola del genere fosse introdotta oggi si aprirebbero crisi gravissime nei sistemi bancari. All’Ecofin si vedrà se si potrà trovare un compromesso: la Commissione Ue ha messo sul tavolo 5 ipotesi ma non è detto che si arrivi ad un accordo, la questione è complicata e le posizioni sono lontane.

Oggi, la conferenza stampa di Draghi sarà interessante probabilmente non tanto per le decisioni di politica monetaria: la Bce l’ha modificata lo scorso 10 marzo e ora si tratta di attenderne gli effetti. Piuttosto, si vedrà quanto forte sarà la difesa di Draghi dell’indipendenza della banca centrale, attaccata da Schäuble. Probabilmente, il presidente della Bce non vuole uno scontro aperto con Berlino, che sarebbe devastante. Dall’altra parte, considera un bene irrinunciabile l’indipendenza della sua istituzione. Interessante sarà vedere cosa dirà dell’ipotesi di Helicopter Money – denaro stampato dalla Bce e regalato ai cittadini o ai governi – che fa inorridire i tedeschi. E se sottolineerà il consenso che fondamentalmente ha la politica della Bce tra i governatori nazionali, compreso il presidente della tedesca Bundesbank Jens Weidmann.

Danilo Taino

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