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Titoli di debito, la previsione statutaria è d’obbligo

Rischio invalidità dell’emissione e annullabilità della decisione dei soci, con il conseguente obbligo per la società di restituire quanto ricevuto dal sottoscrittore, se nello statuto non è prevista la possibilità di emettere obbligazioni. Quindi nuovi spazi professionali si aprono ai commercialisti che si dedicano allo strumento. È quanto ribadito nella guida operativa «Finanziamento delle società a responsabilità limitata: i titoli di debito», che è stata elaborata a cura della Commissione area societaria dell’Odcec di Perugia e validata dal Gruppo di lavoro Titoli di debito Srl/Pmi – area Diritto Societario del Cndcec, in collaborazione con la Fondazione nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Il lavoro è utile a tutti i professionisti che vogliono assistere le società a responsabilità limitata nell’emissione di titoli di debito e si presenta come un vademecum per chiarire l’inquadramento giuridico, la fiscalità dei titoli di debito ma soprattutto l’iter che una srl deve seguire per procedere con l’emissione dei titoli di debito, evidenziando i requisiti da rispettare.

La guida si compone di tre parti: l’una dedicata all’inquadramento giuridico della fattispecie, l’altra inerente alla fiscalità dei titoli di debito, l’altra ancora relativa ai profili di finanza aziendale. Di seguito le informazioni principali fornite dalla guida che possono aiutare i professionisti ad assistere le società a responsabilità limitata, in merito all’utilizzo dei titoli di debito.

 

Il ruolo chiave del commercialista. Nella guida viene sottolineata l’importanza della figura del commercialista, quale consulente dell’azienda nelle diverse fasi del processo di espansione, per quanto riguarda gli aspetti strategici, di adeguata pianificazione finanziaria in relazione agli obbiettivi da perseguire e di ricerca del mix più opportuno tra le diverse fonti disponibili. Il commercialista può svolgere diverse tipologie di attività per aiutare le aziende a emettere titoli di debito. Può essere di supporto nell’esame degli andamenti storici delle risorse investite, può aiutare nella redazione dei business plan di sviluppo e impiego delle attività. Può predisporre analisi e attivare il controllo di gestione, può essere utile nella definizione delle caratteristiche degli strumenti finanziari da utilizzare, può contribuire all’elaborazione del documento di ammissione e può supportare all’azienda nei rapporti con il soggetto investitore.

 

Titoli di debito srl: possono essere sottoscritti solo da investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale. La possibilità da parte delle srl di ricorrere ai titoli di debito è stata sancita dalla riforma organica del diritto societario del 2003. Prima della riforma, alle srl non era consentita l’emissione di obbligazioni; gli unici strumenti finanziari di accesso alternativo al credito erano il finanziamento da parte dei soci oppure l’emissione di cambiali finanziarie o certificati di investimento. L’allargamento dello strumento alle srl, però, è stato accompagnato da un vincolo, cioè la limitazione della platea dei sottoscrittori dei titoli di debito, vincolandola alla categoria degli investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale, quali banche, sim, sgr, sicav, compagnie di assicurazione, società finanziarie, fondazioni bancarie e fondi pensione.

 

Con i titoli di debito aumentano produttività e redditività. Uno dei principali vantaggi dell’utilizzo di strumenti alternativi di finanziamento, come per esempio i titoli di debito, è rappresentato dalla diversificazione delle fonti finanziarie, che consente di ridurre la dipendenza dal sistema bancario tradizionale. In questo modo le imprese possono aumentare il proprio potere contrattuale nei confronti delle banche e ottenere un più agevole accesso a un più vantaggioso costo del credito. Ma i vantaggi non si fermano qui. In base ad alcune ricerche, secondo gli estensori, si registrano benefici anche dal punto di vista delle performance economiche e operative. Per esempio, in termini di produttività, viene stimato un incremento del 2,6% attraverso una maggiore propensione all’investimento indotta dall’utilizzo di strumenti alternativi di finanziamenti destinati alla collocazione sul mercato. Inoltre, è stato stimato un incremento della redditività netta roe dello 0,4%. Da non dimenticare, poi, che l’emissione e la collocazione sul mercato di titoli di debito rappresentano in molti casi l’occasione per molte pmi di avvicinarsi gradualmente al mercato degli investitori professionali e di prepararsi a operazioni più complesse e impegnative, come per esempio il ricorso a operatori di private equity e la quotazione in Borsa.

Obbligatoria la previsione statutaria dei titoli di debito. La guida fa presente che per permettere a una srl di procedere all’emissione dei titoli di debito è obbligatorio che tale possibilità sia prevista nell’atto costitutivo o nello statuto. Questo in applicazione del riconoscimento accordato all’autonomia statutaria nella disciplina della srl. Il gruppo di lavoro si è posto il problema dell’ammissibilità di una modifica statutaria nell’ipotesi in cui non sia stata originariamente prevista la possibilità di emettere titoli di debito; sul punto, la dottrina è concorde nel ritenere legittima l’integrazione dello statuto attraverso una sua modifica, che può anche essere contestuale alla stessa decisione di emissione dei titoli. L’emissione di titoli di debito che avvenga in assenza di una previsione statutaria che l’autorizzi, ovvero che si discosti dalle previsioni dello statuto, comporterebbe secondo alcuni l’invalidità dell’emissione e l’annullabilità della decisione dei soci, con il conseguente obbligo per la società di restituire quanto ricevuto dal sottoscrittore.

L’atto costitutivo o lo statuto devono innanzitutto attribuire la competenza all’emissione conferendola ai soci oppure agli amministratori, anche se non esistono preclusioni all’ipotesi di una competenza disgiunta o alternativa per tipo di titolo, tenuto conto della possibilità di contemplarne categorie diverse. In secondo luogo, l’atto costitutivo o lo statuto devono determinarne gli eventuali limiti, le modalità deliberative e le maggioranze necessarie per le decisioni, eventualmente qualificate o rafforzate.

 

Come procedere all’emissione dei titoli di debito. Il legislatore ha lasciato ampia autonomia nel modellare l’emissione dei titoli di debito secondo le esigenze della società e degli investitori. La decisione di emissione dovrà stabilire le caratteristiche dei titoli di debito, con riferimento ai contenuti e alla loro forma e contenere almeno l’ammontare complessivo del prestito, il numero e valore nominale dei titoli. Le condizioni di prestito e le modalità di rimborso sono altri elementi obbligatori della decisione di emissione. La decisione deve essere iscritta presso il registro delle imprese a cura degli amministratori. Chi emette le obbligazioni deve tenere presente che è opportuno indicare nella «decisione di emissione» la possibilità di modificare le condizioni del prestito e le modalità di rimborso, in mancanza, queste potranno essere modificate solo con il consenso di tutti i possessori dei titoli. La decisione di emissione si configura come un contratto tra la società e i sottoscrittori. Secondo l’orientamento prevalente è sufficiente un documento in forma scritta sotto forma di verbale, senza la necessità di adottare una forma notarile. Ovviamente la presenza della stipula per atto notarile rivestirà una funzione «tuzioristica» nei confronti del sottoscrittore. Nel dettaglio, l’iter per l’emissione della decisione è il seguente. In prima battuta, la società, statuto permettendo, potrà deliberare sull’emissione dei titoli di debito; a fronte della delibera così assunta, la stessa, in persona dei suoi organi rappresentativi, potrà perfezionare con i vari soggetti i contratti di sottoscrizione delle varie emissioni di titoli di debito, sulla base della modalità e dei termini fissati nella delibera di emissione. Per semplicità, i passaggi appena indicati potranno essere ridotti in un unico documento cartaceo, facendo intervenire nella delibera di emissione i vari sottoscrittori che si troveranno così a sottoscrivere il prestito. Sarà buona norma prevedere nella delibera di emissione che il contratto di finanziamento relativo all’emissione dei titoli di debito produca effetti solo se la delibera sarà iscritta nel registro delle imprese.

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