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Titoli bolli e tasse, come difendersi

di Giuditta Marvelli e Francesca Monti

Il super bollo sul dossier titoli è già tra noi. Che cosa si può fare per non subirlo inutilmente? Chi ha un patrimonio di medie e grandi dimensioni si troverà a fare i conti con capital gain e rendimenti «tosati» , ma chi possiede importi modesti di Bot e Btp rischia davvero l’annullamento di guadagni già magri. Ecco perché ciascuno dovrebbe verificare se la sua allocazione dei risparmi è ancora efficiente dal punto di vista fiscale, alla luce delle novità che sono cominciate col bollo e che potrebbero continuare con l’aliquota unica al 20%proposta dalla riforma tributaria. Rassegna Cominciamo dal bollo. Giulio Tremonti ha detto che di immutabile c’è solo il saldo della manovra (48 miliardi di cui 8 provenienti dal bollo), aprendo la possibilità ad eventuali ritocchi, chiesti anche da Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi che ha suggerito un «regime di esenzione per i depositi di minore importo» . Al momento, però, i numeri sono quelli di cui si è tanto parlato nei giorni scorsi: un aumento immediato a 120 euro l’anno dai precedenti 34,20 per i dieci milioni e passa di famiglie titolari di un dossier con azioni, titoli di Stati e così via. Per il 2011, quindi, la stangata sarà pari alla metà: non a caso l’Erario si aspetta di incamerare «solo» 700 milioni quest’anno e 1,2 miliardi l’anno prossimo. Nel 2012 tutti invece pagheranno 120 euro, 10 al mese. E poi, dal 2013, per chi ha meno di 50 mila euro il bollo sale a 150 (12,50 al mese), mentre per chi supera i 50 mila l’imposta, rispetto ad oggi, si moltiplica di 11 volte, raggiungendo i 380 l’anno. A questa non trascurabile novità, vanno aggiunti però gli effetti della riforma fiscale che porterà tutte le aliquote sui guadagni da capitale al 20%. Segnando una vittoria netta per conti correnti (in discesa dal 27%al 20%) e per i fondi comuni, svincolati dall’obbligo del deposito titoli e arruolabili con aliquote agevolate (inferiori al 20%) se verranno utilizzati nell’ambito di piani di investimento a lungo termine. Anche i titoli di Stato continueranno a pagare il 12,5%, ma con l’handicap del super bollo (vedi schede ). In deciso aumento, invece, il carico fiscale su azioni e corporate bond che pagheranno il super bollo e il 20%invece dell’attuale 12,5%. Nella tabella qui sopra CorrierEconomia ha fatto i conti in tasca a investitori di vario ordine applicando i nuovi oneri a un anno di ipotetici rendimenti. Immaginando di tenere fermi i tassi dei Bot a quelli dell’ultima asta di giugno (1,5%al netto di tasse e commissioni). di acquisire per i l F u t u r o un 5,5%in Piazza Affari e un 2,7% sul conto on line. Nel bilancio finale pesano quindi le spese di tenuta e quelle dei nuovi bolli, oltre alla nuova aliquota fiscale. Che sale per le azioni, resta stabile per Bot e Btp e scende per i depositi web. Il risultato è visibile a colpo d’occhio: tutti perdono, a parte i depositi web, «graziati» dalla discesa dell’aliquota che frutta maggiori rendimenti compresi tra 20 e 187 euro. Per Bot, Btp e azioni, invece, i l combinato porta a un taglio compreso tra 85 e 428 euro. Si tratta quasi sempre di minori introiti. Fa eccezione il caso dell’investitore che ha solo 10 mila euro di Bot che pagando il nuovo bollo da 150 finisce in rosso. Si trova, insomma, con meno soldi di quelli investiti. Strategie Che fare? Chi ha davvero importi molto bassi di titoli di Stato deve valutare le strade alternative, adatte al suo profilo di rischio. Quali sono? Per esempio un deposito on line (vedi a pagina 20), un pronti contro termine, un prodotto assicurativo. O un fondo comune. Gli ultimi tre, però, una volta andata a regime la riforma fiscale, sopporteranno un’aliquota al 20%che rischia di riproporre una sparizione del rendimento simile a quella causata oggi dal super bollo sui magri tassi dei Bot. Per chi invece si trova con il capital gain ridotto su un investimento più corposo, la riflessione dovrà portare alla razionalizzazione di eventuali posizioni inutilmente costose (vedi intervista ). L’idea di sdoppiare i dossier da centomila in due da 50 per risparmiare 80 euro dal 2013 (pagando due volte 150 invece di 380) non sembra particolarmente felice. Perché il risparmio sul bollo verrebbe automaticamente annullato dal raddoppio delle spese di tenuta conto (almeno 60 euro).

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