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Titolari effettivi di società e trust da comunicare entro il 15 marzo

Il registro dei titolari effettivi previsto dalla normativa antiriciclaggio italiana dal 2017 e già recepito in diversi Paesi europei potrebbe diventare una realtà dal mese prossimo. Dalla lettura del parere del Garante per la protezione dei dati personali sullo schema di decreto da adottarsi a cura del Mef, di concerto con il Mise, in materia di comunicazione, accesso e consultazione dei dati e delle informazioni relativi alla titolarità effettiva di imprese dotate di personalità giuridica, di persone giuridiche private, di trust produttivi di effetti giuridici rilevanti ai fini fiscali e di istituti giuridici affini ai trust, per finalità di prevenzione e contrasto dell’uso del sistema economico e finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, si evince che gli amministratori delle imprese dotate di personalità giuridica dovranno comunicare i dati e le informazioni inerenti alla titolarità effettiva dell’impresa all’ufficio del Registro delle imprese entro il 15 marzo 2021. Dati da fornire attraverso la comunicazione unica d’impresa, per la loro iscrizione e conservazione nella pertinente sezione del Registro.

Con parere dello scorso 14 gennaio il Garante ha infatti giudicato complessivamente privo di criticità lo schema di decreto istitutivo del registro sulla titolarità effettiva di persone giuridiche e trust. A spianare la via, il recepimento da parte del Mef di alcune indicazioni che l’Autorità garante aveva fatto presente a miglioramento della versione originariamente sottoposta al suo esame.

I correttivi hanno riguardato alcuni aspetti che l’emanando decreto dovrà disciplinare e che sono di sicuro impatto rispetto alla materia privacy. In particolare, l’attenzione del Garante si è concentrata sul principio di limitazione della conservazione dei dati da conciliare con la previsione della disciplina antiriciclaggio, secondo cui i dati e le informazioni debbono essere conservati per 10 anni. A tal riguardo, secondo il Garante, rispetto al termine iniziale di decorrenza dei 10 anni durante i quali le informazioni devono essere rese disponibili dal Registro, sarebbe ragionevole la conferma delle stesse a cadenza annuale.

Nel corso delle interlocuzioni con i rappresentanti del Mef, il Garante aveva proposto una più corretta individuazione delle tipologie di dati oggetto di trattamento nell’ambito delle informazioni da comunicare al Registro delle imprese, con riferimento a particolari categorie di titolari effettivi, quali quelle che potrebbero essere esposti ad un rischio sproporzionato di frode, rapimento, ricatto, estorsione, molestia, violenza o intimidazione ovvero persone incapaci o minori d’età, con il suggerimento di prestare analoga rilevanza ad altre categorie particolari di dati personali, come quelli relativi a condanne penali e reati. Nel contempo, il Garante aveva auspicato la previsione di misure appropriate per il trattamento di questi dati, come ad esempio la loro conservazione separata nonché il coinvolgimento dei controinteressati nel procedimento di valutazione circa la loro ostensione a chi ne avrebbe fatto richiesta.

Inoltre, il Garante aveva espressamente indicato la necessità di eliminare la previsione relativa alle richieste di accesso massivo e periodico alle informazioni conservate nel Registro. Altre criticità segnalate avevano riguardato la necessità di incrementare la sicurezza complessiva del trattamento con la previsione di un disciplinare tecnico volto a definire misure tecniche e organizzative idonee a garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio, predisposto a cura del gestore del Registro.

Recepita la raccomandazione del Garante sulla garanzia dell’anonimato a favore del soggetto obbligato in caso di eventuale segnalazione di difformità. Da rivedere però l’informativa da rendere agli interessati che in ossequio al principio della minimizzazione dei dati dovrà prevedere che sia trasmessa solo la documentazione assolutamente necessaria.

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