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Titolare effettivo, società o enti pronti per l’individuazione

Nelle società di persone il titolare effettivo andrà individuato sulla base degli stessi criteri utilizzati nelle società di capitali, esso andrà individuato anche nelle associazioni prive di personalità giuridica. Sono alcune delle numerose esemplificazioni operative fornite dalle nuove linee guida antiriciclaggio emanate dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, su uno dei temi più complessi dell’intera disciplina del dlgs 231/07.Titolare effettivo da cercare in ogni società o ente. Il titolare effettivo, ai sensi dell’art. 1 del dlgs 231/2017, è la persona (o le persone fisiche), diversa/e dal cliente, nell’interesse della quale (o delle quali), in ultima istanza, il rapporto continuativo è instaurato, la prestazione professionale è resa o l’operazione è eseguita. Trattasi, in altri termini, del o dei destinatari principali degli effetti economico/patrimoniali della consulenza prestata dal professionista in società ed enti. Sulla base delle norme dell’attuale versione del dlgs 231/07, il titolare effettivo va individuato in ogni caso, in cui la prestazione coinvolga un cliente dotato di personalità giuridica. Il comma 3 dell’art. 20 dlgs 231/2007 prevede, infatti, le modalità di determinazione del titolare effettivo anche quando l’esame dell’assetto proprietario dell’ente non consenta di individuare in maniera univoca la persona fisica o le persone fisiche cui è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente stesso. Tanto che il sistema vigente prevede ora una verifica ai fini dell’identificazione con criterio residuale (qualificazione nelle persone fisiche titolari di poteri di amministrazione o direzione della società), nel caso in cui i precedenti criteri non dovessero trovare riscontro. L’individuazione del titolare effettivo, chiariscono le linee guida nello spiegare le disposizioni dell’art. 20, deve effettuarsi secondo una logica «piramidale», partendo da eventuali soggetti che detengano nelle società di capitali oltre il 25% della titolarità della partecipazione (direttamente o indirettamente) e qualora ciò non risultasse, individuando chi detiene il controllo della maggioranza dei voti in assemblea o un controllo di voti sufficiente a influenzare in modo dominante l’assemblea ordinaria anche attraverso particolari vincoli contrattuali, che le linee guida identificano nei patti parasociali di voto.

Qualora nessuno dei criteri evidenziati fosse ammissibile (si pensi alle cooperative, alla maggior parte dei consorzi, alle associazioni) il titolare effettivo va individuato in quei componenti del cda che hanno la rappresentanza della società.

I principali chiarimenti puntuali. Società di persone. Nel caso di società di persone non è definito un apposito criterio per la individuazione della titolarità effettiva; si ritiene, pertanto, opportuno applicare il criterio individuato in caso di società di capitali (si veda in tal senso anche comunicazione Banca d’Italia n. 20180210 del 9 febbraio 2018). In particolare i beneficiari di dette società possono essere individuati nei conferenti il capitale che, in relazione alla gestione della stessa, possono vedere incrementato (o decrementato) il valore della quota, nonché gli stessi conferenti quali destinatari della suddivisione degli utili (che, si ricorda, può avvenire anche in modo non proporzionale rispetto alla quota sottoscritta). In relazione a ciò si ritiene che possano essere titolari effettivi di queste società anche i soci che beneficiano della gestione della stessa in termini di incremento della quota o di partecipazione agli utili quando dette quote o le relative partecipazioni agli utili superino il 25%, indipendentemente dalla circostanza che gli stessi siano, nelle Sas, accomandanti o accomandatari. Laddove non si realizzino le situazioni di cui sopra, i titolari effettivi sono, infine, individuati nei soggetti che amministrano la società in modalità disgiuntive, congiuntive o miste.

Società con voto plurimo. Nel caso di voto plurimo il 25%+1 dovrà essere valutato in relazione ai voti effettivamente esprimibili (es. se una società avesse due soci al 15 che possano votare esprimendo un voto triplo in assemblea ordinaria si avrebbe 70 (voto singolo) + 90 (voto triplo) = 160 e quindi è su questo numero che dovrà rilevarsi il 25%+ 1 richiesto dall’art. 20, comma 2 (in questo caso i due soci al 15% con voto triplo esprimerebbero 45 voti su 160 e quindi il 28,1 % dei voti esprimibili, pertanto in assemblea sarebbero entrambi titolari effettivi).

A riguardo, si chiarisce nelle linee guida, dovrà essere analizzato con attenzione lo statuto per comprendere gli argomenti per i quali potrà essere utilizzato il voto plurimo nell’ambito dell’assemblea ordinaria. Quest’ultimo potrebbe, infatti, risultare rilevante nel momento in cui riguardi la nomina del cda, mentre potrebbe non esserlo in altre situazioni (es. nomina del collegio sindacale, nomina del revisore, delibere in sede di operazioni straordinarie ecc.).

Catene di controllo. Nei casi in cui l’assetto proprietario non consenta di determinare direttamente il (i) titolare (titolari) effettivo (effettivi), tale individuazione si dovrà effettuare qualificando titolare effettivo la persona che controlla la maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria o i voti sufficienti per una influenza dominante in detta assemblea attraverso una società controllante, fiduciaria o per interposta persona.

Nei casi di società sottoposte a catene di controllo sarà necessario individuare la (le) persona (persone) fisica (fisiche) che controllano la società attraverso una partecipazione rilevante ai fini del controllo.

In pratica, i titolari effettivi saranno le persone fisiche che controllano (con oltre il 25% dei voti o con altri strumenti) l’assemblea della società controllante.

Nei casi di società che hanno affidato la gestione di partecipazioni a società fiduciarie sarà necessario chiedere all’amministratore della fiduciaria il nominativo del(i) fiduciante(i) onde individuare fra gli stessi gli eventuali titolari effettivi della società partecipata.

Società controllante e controllata a partecipazioni diffuse. Nel caso di società in cui non è individuabile un controllo diretto dei soci, il/i titolare/i effettivo/i è/sono individuabile/i nei componenti del cda dotati di poteri di legale rappresentanza e/o deleghe gestorie.

Qualora tale situazione si configuri sia nella controllata che nella controllante, si ritiene che il titolare effettivo coincida con il legale (legali) rappresentante (rappresentanti) della società controllata. Ciò salvo situazioni in cui l’esecutore non evidenzi la particolare soggezione della controllata alle decisioni della controllante, nel qual caso potrebbero risultare titolari effettivi i componenti del cda della controllante.

Pegno e usufrutto su quote o azioni. Nei casi in cui le azioni o quote siano detenute in usufrutto o date in pegno ex art. 2352, c.c., in percentuale superiore al 25%, i titolari effettivi risultano:

– coloro che hanno la piena disponibilità delle quote o delle azioni (non concesse in usufrutto o in pegno) per ammontari superiori al 25%;

– nel caso di quote o azioni detenute da un soggetto persona fisica per ammontare superiore al 25% concesse in usufrutto (o date in pegno), sia l’usufruttuario (o il creditore pignoratizio) sia il nudo proprietario.

In caso di convenzione fra le parti in tema di diritto di voto al nudo proprietario, essendo riuniti in unico soggetto i diritti amministrativi ed economico patrimoniali, il titolare effettivo sarà unicamente il nudo proprietario. Sarà quindi necessario, di volta in volta, analizzare le specifiche convenzioni.

Luciano De Angelis

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