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Titolare effettivo non per tutte

Non c’è titolare effettivo nelle società di persone, i contratti di affitto rilevano ai fini dell’adeguata verifica quando il loro importo complessivo eccede i 15 mila euro. Non è ammesso, il pagamento in più rate di più forniture mensili documentate da una «fattura riepilogativa» quando il cumulo degli importi pagati eccede i 3 mila euro. Sono alcuni chiarimenti traibili dalle risposte che il Dipartimento del tesoro, ha pubblicato sul sito, lo scorso 3/10, sotto forma di Faq riguardo le novità in tema di antiriciclaggio introdotte dal dlgs 90 del 2017, di aggiornamento del dlgs 21/11/2007, n.231.

L’individuazione del titolare effettivo. Sulla base delle nuove norme, operative dallo scorso 4/7/2017, il titolare effettivo va individuato sempre. Il comma 3 dell’art. 20 prevede, infatti, le modalità con cui individuare lo stesso anche quando l’esame dell’assetto proprietario dell’ente non consenta di individuare in maniera univoca la persona fisica o le persone fisiche cui è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente.

L’individuazione del titolare effettivo richiesta dall’art. 20 del decreto, tuttavia, si rende necessaria quando il cliente del professionista è un soggetto giuridico diverso dalla persona fisica. Quindi per le società di capitali (srl, spa e cooperative), per le persone giuridiche di cui al libro primo del codice civile (associazioni, fondazioni e comitati), enti del terzo settore e trust. Difatti alla domanda se per l’individuazione del titolare effettivo di società di persone possono essere utilizzati i criteri di cui al menzionato art. 20 relativo alle sole società di capitale, il Mef chiarisce che detta norma è specifica per l’identificazione del titolare effettivo di un soggetto di diritto giuridicamente e patrimonialmente distinto dalle persone fisiche che agiscono tramite esso. Mentre per le persone fisiche e le società di carattere personale il nuovo testo non prevede l’individuazione di un titolare effettivo distinto dal soggetto stesso. In queste ultime, infatti, vi è una sovrapposizione sostanziale e giuridica della proprietà legale ed effettiva, attesa l’imputabilità degli effetti degli atti, posti in essere attraverso il veicolo societario, in capo al legale rappresentante. Persone fisiche e società personali (oltre alle quali si ritiene possibile comprendere associazioni fra professionisti non costituiti in forma di società di capitali, e imprese familiari ex artt. 230-bis e ter, c.c.), infatti, non hanno personalità giuridica, ma mera ma autonomia patrimoniale e soggettività giuridica. Esse quindi non costituiscono «schermi societari», pertanto non necessitano dell’individuazione di un titolare effettivo. A riguardo, precisa il Mef che per i soggetti privi di personalità giuridica, il cliente è una persona fisica salvo un eventuale problema di interposizione fittizia, la cui individuazione dovrebbe emergere con il corretto adempimento degli obblighi di adeguata verifica del cliente. Tra l’altro si ricorda che il decreto ha introdotto l’estensione delle misure di adeguata verifica anche all’esecutore rispetto a cui i soggetti obbligati sono tenuti a rilevare l’ampiezza del potere di rappresentanza sulla base del quale lo stesso operi in nome e per conto del cliente.

Attenzione ai divieti di trasferimento contante. Nell’ambito dell’attività commerciale che implichi transazioni frequenti (il Mef fa l’esempio della vendita all’ingrosso con acquisti giornalieri) cui segua fattura differita mensile, non viene ammesso il plurimo pagamento in contante se la somma di questo risulti superiore alla soglia anche se ciascun importo singolo resti al di sotto. In tal caso si realizzerebbe un artificioso frazionamento, sanzionabile in quanto a ogni fattura corrisponde un’autonoma operazione unitaria.

Altra puntualizzazione chiave sul tema attiene il caso di prestazione professionale duratura (ad es. trattamento ortodontico di un anno) il cui compenso sia superiore ai 3 mila euro e per il quale si proceda al pagamento mediante la pattuizione di singoli acconti mensili (convenuti contrattualmente) in contanti, ciascuno al di sotto del limite, regolarmente fatturati (lo stesso dicasi per contratti di somministrazione o preventivi accordi di pagamento rateale). In tal caso non si ha violazione del divieto ex art. 49.

Sostanzialmente ricalca le precedenti interpretazioni la Faq che attiene al significato dell’avverbio «complessivamente» riferito al valore da trasferire. In pratica, il divieto di cui all’art. 49, comma 1 riguarda il trasferimento in unica soluzione di valori costituiti da denaro contante e titoli al portatore di importo pari o superiore a 3 mila euro, a prescindere dal fatto che il trasferimento sia effettuato mediante il ricorso a uno solo di tali mezzi di pagamento o quando il limite sia superato cumulando le diverse specie di essi.

Non si riscontra violazione, invece, se il trasferimento, considerato nel suo complesso, deriva dalla somma algebrica di una pluralità di imputazioni sostanzialmente autonome, tali da sostanziare operazioni distinte e differenziate (ad es. singoli pagamenti effettuati presso casse distinte di diversi settori merceologici nei magazzini «cash and carry») o nell’ipotesi in cui una pluralità di distinti pagamenti sia connaturata all’operazione stessa (ad es. contratto di somministrazione) o sia la conseguenza di un preventivo accordo negoziale tra le parti (ad es. pagamento rateale).

Contratti di locazione e adeguata verifica. Da segnalare, poi, l’interpretazione in tema di contratti di affitto secondo cui il valore dell’operazione da prendere come riferimento per valutare il superamento o meno della soglia dei 15 mila euro, a partire dalla quale scattano gli obblighi degli adempimenti antiriciclaggio, è quello relativo al canone complessivo contrattualmente stabilito, anche tenuto conto della durata del contratto medesimo, a prescindere dalle modalità di pagamento. A differenza delle precedenti interpretazioni che consideravano ai fini dei 15 mila euro il valore delle singole rate, oggi si tende, di fatto, a ricomprendere la stragrande maggioranza dei contratti negli obblighi in discorso.

Luciano De Angelis e Christina Feriozzi

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