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Tiscali & Co, le penny stocks prese di mira a Piazza affari

Piccole, poco liquide, dai bilanci in rosso e, se possibile, oggetto di scommessa al ribasso da parte di fondi speculativi. Questo l’identikit delle “meme stocks”. Titoli molto volatili il cui andamento può essere influenzato senza necessariamente mobilitare grosse cifre. Quindi obiettivo potenziale per un esercito di day trader ben organizzati. Con il sogno di arrivare a replicare quanto si è visto sul titolo GameStop: la sconfitta dei fondi hedge, la chiusura delle posizioni corte e l’innesco di uno short squeeze in grado di garantire rialzi da record: +2500% la performance del titolo dai primi di gennaio ai massimi della scorsa settimana. Forse non sarà così facile. Ma indubbiamente la vicenda GameStop, con tutto il cascame mediatico e la retorica di Davide contro Golia, ha galvanizzato il popolo dei day trader che in questi giorni sono tornati all’attacco. Prendendo di mira, come sempre, i titoli “sottili”. Anche a Piazza Affari.

Ieri in particolare si sono registrati numeri anomali su Tiscali. Le azioni hanno faticato a fare prezzo e, con un rialzo teorico del 22%, sono state sospese per eccesso di rialzo e hanno chiuso a +16 per cento. Su una chat di Reddit molto popolare: WallStreetbetsELITE è comparso l’invito a puntare sul titolo della società fondata da Renato Soru. Per giustificarlo uno degli utenti più attivi ha fatto riferimento a quanto accaduto sul titolo a fine agosto quando, senza alcuna apparente motivazione, il titolo è arrivato a mettere a segno un rialzo del 353% nel giro di poche sedute facendo segnare quasi due miliardi di scambi giornalieri nella sola seduta di martedì 1 settembre. Numeri anomali che spinsero la Consob a bloccare l’immissione di titoli senza limite di prezzo sul titolo della società. La misura è stata replicata ieri. «Facciamo di Tiscali la GameStop italiana» scrivevano ieri diversi utenti sulle chat di Reddit. Obiettivo: far capitolare l’unico soggetto al momento ribassista sul titolo: il fondo hedge britannico Gsa Capital Partners che da fine dicembre ha preso una posizione corta sullo 0,59% del capitale.

Non è citata nelle chat del trading e non risulta neppure avere fondi hedge ribassisti invece il titolo Clabo Spa. La società quotata all’Aim, il listino delle piccole e medie aziende, opera in un settore non propriamente promettente in tempi di Covid: quello delle forniture alla ristorazione. Eppure ieri ha messo a segno un inspiegabile +25% che, sommato ai rialzi delle ultime sedute, ha comportato un guadagno del 113% in una settimana. Con volumi di scambio mai visti per un’azienda che capitalizza appena 11 milioni.

Effetto GameStop a Piazza Affari quindi? Fino a un certo punto. Le oscillazioni anomale sulle società a bassa capitalizzazione – segnala Consob – ci sono sempre state e vengono da sempre monitorate con attenzione. «Negli ultimi giorni non abbiamo riscontrato movimenti anomali nell’operatività dei nostri clienti neppure sul titolo GameStop dal quale tutto ha avuto origine», conferma Paolo Di Grazia, Vice Direttore Generale di FinecoBank, leader nel nostro Paese nel trading online con una quota del 27,8% del controvalore complessivo scambiato sulle azioni, sottolineando come lo schema in atto a Wall Street sia difficilmente replicabile nel nostro Paese. «Abbiamo una regolamentazione completamente differente e più stringente», spiega Di Grazia, ricordando in particolare le linee guida Esma recepite da Mifid 2 che obbligano gli intermediari finanziari a individuare un mercato di riferimento (il cosiddetto target market) che tenga conto della clientela compatibile con un determinato strumento finanziario e alla quale indirizzare lo stesso.

«È giusto che le piattaforme di trading siano semplici e alla portata di tutti, ma vanno messe a disposizione di chi può e sa utilizzarle e questo è garantito soltanto dal rispetto di un sistema di regole sufficientemente rigido, che tra le altre cose impedisca manipolazioni del mercato, come è successo per GameStop», aggiunge Di Grazia. Anche le differenti norme di Borsa contribuiscono a rendere più difficile il fenomeno che imperversa a Wall Street. «Sul mercato italiano non c’è la possibilità di fare lo short squeeze che abbiamo visto nei giorni scorsi negli Usa», spiega Gian Paolo Bazzani, amministratore delegato di Bg Saxo, a proposito del repentino aumento dei prezzi che ha messo in difficolta gli hedge ribassisti. «Un titolo quotato in Borsa Italiana viene sospeso in caso di movimenti anomali, impossibile raddoppi di prezzo in poche ore», aggiunge poi Bazzani, confermando di non aver visto al momento «movimenti sui titoli italiani che meritano grandi attenzioni». Tempi duri per i «robin hood» di casa nostra.

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