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Il tirocinio non è un lavoro

Tirocini nel mirino degli ispettori. Nel piano di vigilanza 2018, infatti, rappresentano uno degli obiettivi sensibili e principali d’intervento dell’attività ispettiva. In particolare, l’attenzione è sui tirocini extracurriculari: esperienze formative, funzionali all’apprendimento, e non all’esercizio di una mera prestazione lavorativa. Sotto tale profilo, determinante è la verifica dell’osservanza della normativa regionale e, in caso di violazione (o in caso di mancanza dei requisiti ,), il tirocinio sarà ricondotto alla forma comune di rapporto di lavoro, ossia il rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La conversione del rapporto di lavoro, per esempio, c’è nell’ipotesi di tirocinanti assoggettati a rilevazione delle presenze, richiesta di ferie e di turni o al conseguimento di un certo rendimento periodico.

Tirocini extracurriculari. Nel mirino ci sono i tirocini extracurriculari, mentre sono esclusi quelli curriculari, quelli previsti per l’accesso a professioni e i tirocini transnazionali e per extracomunitari. Il tirocinio è una «misura formativa di politica attiva», il cui fine è creare un contatto diretto tra soggetto ospitante (imprese) e tirocinante (giovani e soggetti in difficoltà sul mercato del lavoro) allo scopo di un arricchimento del bagaglio di conoscenze, dell’acquisizione di competenze professionali e dell’inserimento/reinserimento lavorativo. In quanto tale è un’esperienza di formazione on the job che non si configura come rapporto di lavoro. Per i tirocini vale la seguente distinzione:

 

  • tirocini curriculari, anche nella specie di tirocini estivi, promossi da università, centri di formazione, ecc., come esperienze all’interno di un percorso formale di istruzione;
  • tirocini per l’accesso alle professioni ordinistiche e per i periodi di pratica professionale;
  • tirocini transnazionali;
  • tirocini per extracomunitari promossi all’interno delle quote d’ingresso;
  • tirocini extracurriculari, nelle specie di tirocini formativi, di orientamento, di inserimento e reinserimento lavorativo.Come detto, l’attività ispettiva si concentra esclusivamente sull’ultimo tipo di tirocini: quelli extracurriculari (formativi, orientamento, inserimento e reinserimento al lavoro). E, in tale ambito, si concentrerà nelle realtà in cui è più evidente il ricorso sistematico ai tirocini da parte di aziende ospitanti ovvero in cui l’attivazione dei tirocini è in numero elevato in rapporto alla forza lavoro.

    Apparato sanzionatorio regionale. Un capitolo riveduto e corretto dalle nuove Linee guida è quello relativo alla vigilanza e alle sanzioni. Ferme le ordinarie sanzioni previste in caso di non corretta qualificazione del rapporto di tirocinio e di omissione delle comunicazioni obbligatorie (CO), regioni e province autonome devono prevedere le seguenti misure sanzionatorie:

  • per violazioni non sanabili (tirocinio attivato senza rispetto delle condizioni, per esempio fuori dalla durata massima o dal numero massimo di tirocinanti ospitanti), intimazione della cessazione del tirocinio e interdizione per 12 mesi dall’attivazione di nuovi tirocini a carico del soggetto promotore e/o a quello ospitante;
  • per violazioni sanabili (inadempienze ai compiti richiesti ai soggetti promotori o ospitanti ecc.), invito alla regolarizzazione la cui esecuzione non determinerà sanzioni. In mancanza di regolarizzazione, interdizione per 12 mesi dall’attivazione di nuovi tirocini a carico del soggetto promotore e/o a quello ospitante.In proposito, l’ispettorato precisa che e prevista l’intimazione alla cessazione del tirocinio, pena l’interdizione per il soggetto promotore e/o ospitante ad attivarne altri nei successivi 12/18 mesi, per le seguenti violazioni definite non sanabili relative:
  • ai soggetti titolati alla promozione;
  • alle caratteristiche soggettive e oggettive richieste al soggetto ospitante del tirocinio;
  • alla proporzione tra organico del soggetto ospitante e numero di tirocini;
  • alla durata massima del tirocinio;
  • al numero di tirocini attivabili contemporaneamente;
  • al numero o alle percentuali di assunzione dei tirocinanti ospitati in precedenza;
  • alla convenzione richiesta e al relativo piano formativo.Diversamente sono soggette, in una prima fase, a semplice invito alla regolarizzazione e, in caso di successivo inadempimento alla medesima procedura di intimazione e interdizione, le seguenti ipotesi sanabili:
  • inadempienza dei compiti richiesti ai soggetti promotori e ai soggetti ospitanti e ai rispettivi tutor;
  • violazioni della convenzione o del piano formativo, nel caso in cui la durata residua del tirocinio consenta di ripristinare le condizioni per il conseguimento degli obiettivi stabiliti;
  • violazioni della durata massima del tirocinio, quando al momento dell’accertamento non sia ancora superata la durata massima stabilita dalla norma regionale.Laddove le leggi regionali abbiano recepito le linee guida, il personale ispettivo che abbia, nel corso degli accertamenti, riscontrato irregolarità sanabili e non sanabili procederà a segnalare al competente ufficio della regione le violazioni. Allo stesso modo, gli ispettori avranno cura di comunicare, cosi come espressamente stabilito dalle linee guida del 2017, l’adozione dei provvedimenti di riqualificazione. Nel caso in cui gli ispettori riscontrino l’attivazione di un tirocinio da parte di un soggetto che risulti interdetto dalla regione o riscontri la prosecuzione del tirocinio per il quale abbia ricevuto intimazione alla cessazione, in entrambi i predetti casi si procederà alla riqualificazione del rapporto in lavoro subordinato a tempo indeterminato.

    Maxi-sanzione. Per una violazione specifica, oltre alla conversione in rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato è prevista pure l’applicazione della maxi-sanzione: il superamento della durata massima del tirocinio fissata dalle norme regionali. In tal caso, infatti, la prosecuzione di fatto del rapporto non è più coperta dalla CO preventiva (fatta per il tirocinio scaduto ex lege) e, pertanto, non potrà che essere ricondotta a una prestazione lavorativa, che, se connotata da indici di subordinazione, comporterà l’applicazione della maxi-sanzione. Maxi-sanzione che è, invece, esclusa laddove il tirocinio superi la durata fissata dal piano formativo individuale (ma non quella massima stabilita da legge regionale).

 

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