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«Timori Ue sugli emendamenti»

Nella settimana che si chiude con il primo giudizio in progress della Commissione europea sulla legge di stabilità in discussione al Senato, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni incontra a Bruxelles il commissario agli Affari economici Olli Rehn e lo rassicura sull’esito del passaggio parlamentare della manovra: «La Commissione è preoccupata per l’elevato numero di emendamenti. Ho spiegato che è una parte normale del processo e che il governo è fermamente impegnato a mantenere inalterati i saldi, pur essendo aperto a modifiche».
La stretta vigilanza di Bruxelles sulla tenuta dei conti pubblici italiani è di certo un’ulteriore carta che Saccomanni può porre sul tavolo, al rientro in Italia dopo le riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin, a difesa dei saldi della manovra. Di certo gli oltre 3mila emendamenti presentati nel primo passaggio in Commissione non paiono un buon biglietto da visita, soprattutto se li connette alla precarietà del quadro politico, ma su questo punto il ministro dell’Economia è stato esplicito: non è una novità, soprattutto nei primissimi passaggi parlamentari. Alla fine saranno introdotte poche, mirate correzioni.
Nel documento in cui si fa il punto sul rispetto delle raccomandazioni ricevute dai singoli paesi, diffuso ieri, la Commissione pone nuovamente l’accento sull’elevato debito pubblico del nostro paese. «Non è una sorpresa», commenta Saccomanni. L’aumento del debito è in parte la conseguenza della contrazione del Pil (-1,8% nella stima per l’anno in corso) ma anche del pagamento di parte dei debiti pregressi della Pa, che ha un’incidenza sul fabbisogno e dunque sul debito. In sostanza l’incremento di ben cinque punti in un anno non deriva da «politiche devianti dalle regole europee», tanto che la stessa Commissione ha decretato nel maggio scorso l’uscita del nostro paese dalla procedura per disavanzo eccessivo. Anzi – aggiunge Saccomanni – «abbiamo posto rimedio all’anomalia dei debiti accumulati», seguendo una procedura peraltro “autorizzata” da Bruxelles e avviata per la prima tranche dal governo Monti.
Vi è da attenersi una promozione o una bocciatura venerdì da parte della Commissione? «Sono concetti che non fanno parte dell’armamentario delle istituzioni europee», spiega Saccomanni. Il vice presidente della Commissione e guardiano dei conti pubblici Olli Rehn «ha ben compreso il disegno innovativo della legge bilancio, che è chiaro vada vista nell’arco triennale». Un aspetto che il ministro dell’Economia tornerà a sottolineare nei suoi incontri di questi giorni nella capitale belga, a partire da quello con il presidente dell’Unione europea Herman Van Rompuy, fissato per questa mattina. Incontro preceduto dalla partecipazione al «Macroeconomic dialogue at political level», mentre la riunione vera e propria dell’Eurogruppo è prevista a partire dal primo pomeriggio.
Verranno accettati solo emendamenti con coperture solide, fa intanto sapere da Roma il vice ministro dell’Economia, Stefano Fassina. È l’altro paletto posto da Bruxelles, che ha già ha sollevato qualche perplessità sulle modalità di finanziamento previste per abolire la prima rata dell’Imu. Dubbi di copertura emergono per la proposta di elevare la no tax area a 12 mila euro: «Non voglio entrare nel merito degli emendamenti. Dovrà esserci una valutazione della Ragioneria sulle coperture, è prematuro parlarne adesso», taglia corto Saccomanni.

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