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Timori sull’economia, Borse in rosso

Lo stato di salute dell’economia europea non è dei migliori. Lo hanno confermato i dati diffusi ieri da Eurostat sul Pil del quarto trimestre 2012. L’economia dell’area euro infatti ha subito una contrazione dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti, e dello 0,9% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Numeri nettamente peggiori delle attese degli analisti che avevano stimato un calo congiunturale dello 0,4 per cento. Non si vedeva una flessione del genere dal primo trimestre 2009 (-2,8%), quando l’Europa doveva fare i conti con l’onda lunga del crack Lehman Brothers. E i mercati hanno reagito di conseguenza. Osservando il grafico giornaliero dell’indice Stoxx 600 si può notare che, dopo una mattinata relativamente tranquilla, ci sia stata una correzione al ribasso proprio in coincidenza con la pubblicazione dei dati.
Tra i numeri diffusi dall’Eurostat ce n’è uno in particolare che ha sopreso di più i mercati: quello sul Pil della Germania, prima economia europea, che è sceso a sorpresa dello 0,6 per cento. Era infatti dal primo trimestre del 2009 che la “locomotiva d’Europa” non mostrava segnali di rallentamento e il dato è stato interpretato come un segnale che la crisi, finora limitata al Sud Europa, si sia estesa anche alla “corazzata” tedesca. Non è un caso che proprio la Borsa di Francoforte (-1,05%) abbia registrato la performance peggiore in Europa, seguita da Piazza Affari (-1%), Parigi (-0,78%) e Madrid (-0,71%).
I listini avevano peraltro ridotto le perdite nel pomeriggio con la notizia della acquisizione di Heinz da parte di Berkeshire Hathaway, holding del finanziere Warren Buffett, e del fondo 3G Capital. Un’operazione da 23 miliardi di dollari che risveglia il mercato delle fusioni e acquisizioni (vedi articolo a pag. 28). La notizia tuttavia non ha impedito alle Borse europee di chiudere in rosso. Così come non hanno contribuito a invertire la rotta i dati americani sul mercato del lavoro migliori del previsto.
I dati sul Pil europeo hanno “mosso” i mercati valutari. L’euro ha registrato un forte calo sullo yen giapponese, a sua volta in rialzo rispetto alle principali valute, scendendo sotto quota 124, ai minimi da tre settimane. Deciso il ribasso anche rispetto al dollaro. Ieri la moneta unica ha toccato un minimo di giornata a 1,3319 ben lontano dal picco di 1,3696 di inizio mese. Gli addetti ai lavori evidentemente scommettono che, a fronte dei nuovi segnali di debolezza dell’economia europea, la Bce possa tagliare i tassi di interesse.
Sul fronte obbligazionario, dopo le fibrillazioni pre-elettorali delle ultime settimane, sembra essersi attenuata la pressione sui titoli italiani. Ieri lo spread Bund-BTp è risalito a 276 punti ma questo è dovuto soprattutto al calo del rendimento sul Bund tedesco (sceso da 1,67 a 1,64%) che è stato più marcato rispetto a quello del tasso BTp, passato dal 4,4 al 4,39 per cento. Appena lunedì il rendimento decennale aveva toccato un picco da inizio anno al 4,61% ma nelle ultime tre sedute si è ridimensionato.

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