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Tim nel cloud nazionale Ma gli abbonati al calcio fermi a quota 500 mila

Il Consiglio di Telecom Italia dà mandato all’ad Luigi Gubitosi di presentare insieme a Cdp, Sogei e Leonardo la sua migliore offerta per partecipare alla gara del Psn, e a realizzare l’infrastruttura cloud dove viaggeranno tutti i dati della Pubblica amministrazione.«Attendiamo di ricevere le prime proposte di partnership per il Polo strategico nazionale», sottolinea il presidente del Consiglio Mario Draghi all’assemblea di Confindustria parlando della transizione digitale, «Per questo tema sarà importante il contributo dei privati». Tim – che è la principale azienda italiana privata del settore – sarà partner tecnico, con una quota di minoranza qualificata ancora da definire, vicina al 45%. La maggioranza sarà consolidata in mani pubbliche, tra Cdp (circa il 20%), Leonardo (25%) e Sogei (10%), ma i tempi potrebbero slittare di qualche giorno: in attesa che i consigli di tutte le aziende coinvolte deliberino sulla questione, l’offerta per la gara del Psn dovrebbe essere presentata a inizio di ottobre.La cordata Cdp, Sogei, Tim e Leonardo sarebbe già in vantaggio rispetto ai rivali anche dal punto di vista tecnico, dato che tiene insieme aziende e istituzioni di standing. Tuttavia il nuovo progetto entrerà nel vivo solo nel 2022. Una volta aggiudicata la gara alla cordata tricolore, ci sarà spazio per utilizzare le migliori tecnologie sul mercato. E in proposito in pole position ci sarebbero Oracle, Microsoft (che da anni lavora con Leonardo) e Google che è partner di Tim con Noovle. È la società dedicata al cloud controllata al 100% da Tim e che in futuro potrebbe quotarsi a Piazza Affari, sulla stregua di quanto fatto in passato con Inwit. Tanto più che Noovle starebbe andando molto meglio delle previsioni (le stime nel quadriennio erano di una crescita media del fatturato del 20%) con ricavi e margini in crescita a due cifre.Ieri il cda di Tim ha anche esaminato i dati preliminari del terzo trimestre, che dovranno essere approvati da un apposito Consiglio in agenda per il 27 ottobre. La notizia positiva è che si registra un forte rallentamento del calo di linee fisse, legata anche all’offerta di TIMvision (che registra ormai 1,5 milioni di abbonati); quella negativa è che la campagna abbonamenti al calcio di Dazn va un po’ a rilento rispetto alle previsioni. A fine settembre Tim avrebbe registrato circa mezzo milione di abbonati, perché in agosto per le ferie e in settembre per alcuni motivi tecnici i clienti avrebbero raffreddato i loro entusiasmi: solo a luglio il gruppo aveva sfiorato quota 400 mila contratti per il campionato di calcio. I piani iniziali prevedevano che alla fine del triennio Tim avrebbe raggiunto poco meno di 1,5 milioni di abbonati, un livello che le permetterebbe di realizzare un discreto margine. Ma al momento il gruppo sarebbe fermo a un terzo della strada, anche per colpa della pirateria (che l’azienda sta cercando di contrastare) e del fatto che più utenti condividono uno stesso abbonamento. Tuttavia – secondo fonti finanziarie – Tim è fiduciosa di raggiungere un milione di abbonati entro la fine del campionato, a inizio della prossima estate, dato che i nuovi contratti continuano ad arrivare sia pure a singhiozzo.Dopo aver speso oltre 70 milioni nel primo trimestre tra rete, modem e multicast, e dopo essersi impegnata per 340 milioni l’anno per minimi garantiti con Dazn, per Tim la scommessa sul campionato rischia di pesare più del previsto sul bilancio 2021. A questo si aggiunge il fatto che la seconda tranche di aiuti alle famiglie (voucher) per la banda larga continua a non arrivare, un fattore che a fine giugno aveva costretto Gubitosi a rivedere al ribasso gli obiettivi per il 2021. Tim, che a inizio 2021 stimava un margine lordo stabile, a metà anno ha invece previsto un calo del mol del 4-5%. Al momento la media degli analisti, che dal calcio a fine anno si aspettava 800-900 mila abbonati, stima che il margine lordo nel 2021 scenderà del 4,4% a 4,84 miliardi di euro. Un livello di redditività che, salvo colpi di coda nell’ultimo trimestre, adesso pare comunque difficile da raggiungere.

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