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Tim, Draghi alza la guardia «Faro su lavoro, tecnologie, rete»

Occupazione, tecnologie e rete. Tocca al premier Mario Draghi, rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa sulle nuove regole per il green pass, precisare gli obiettivi del governo nella partita Tim-Kkr. «Siamo ancora veramente ai primissimi passi, ci sono molte cose da valutare – dice – ma per il governo ci sono tre priorità nell’analizzare questa offerta e il futuro di Tim: la protezione dell’occupazione, la protezione della tecnologia, che è di grandissimo valore all’interno del gruppo Tim sotto i nomi di varie società e va tutelata e, terzo, la protezione della rete, dell’infrastruttura. All’interno di queste priorità il governo analizzerà questa offerta e varie altre prospettive future della società». Draghi ha poi aggiunto che oltre ai tre ministri direttamente coinvolti sul dossier e sulle prospettive delle tlc – Colao e Giorgetti con la presidenza di Franco – sulle questioni del lavoro, messe in evidenza dai sindacati per il rischio di impatti occupazionali, sarà coinvolto il ministro Orlando. Nel pomeriggio il titolare dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti, rispondendo a un question time alla Camera, aveva ribadito che è prematuro parlare di esercizio dei poteri speciali, il cosiddetto golden power, o di altre iniziative dal momento che si è di fronte a una mera manifestazione di interesse non vincolante. Per il ministro, la cui audizione al Copasir è slittata a martedì, Il quadro potrà ovviamente cambiare di fronte alla formalizzazione di un’Opa.

Un possibile riassetto del gruppo coinciderebbe con la fase più calda delle gare per assegnare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza destinate alla banda ultralarga nelle “aree grigie” e al Cloud nazionale. Per il primo progetto, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters il ministero per l’Innovazione tecnologica è orientato a fissare un tetto al numero massimo dei lotti aggiudicabili e un’ipotesi sul tavolo sarebbe il 50%.

Sta entrando nel vivo anche la contesa sul cloud su cui a regime dovrebbe migrare almeno il 75% delle Pa. E, per ora con un emendamento parlamentare dai connotati molto tecnici, una parte della maggioranza sembra richiedere regole di ingaggio più chiare. Due identici emendamenti presentati alla Camera al decreto sull’attuazione del Pnrr da Capitanio (Lega) e Di Maio e Del Barba (Italia viva) toccano il tema della presenza di Sogei, società in house del ministero dell’Economia, nella cordata che vede anche Tim, Cdp e Leonardo in campo con una proposta di partenariato pubblico privato per gestire il Polo strategico nazionale destinato a ospitare i dati più critici della Pa. Un progetto per il quale si sono candidati anche i tandem Almaviva-Aruba e Fastweb-Engineering. La questione, per quanto tecnica, potrebbe in teoria aprire contenziosi. In una fase in cui tra l’altro una possibile Opa del fondo americano Kkr su Tim alza ulteriormente l’attenzione della politica sulla gestione e la sovranità dei dati più strategici delle amministrazioni pubbliche.

Nel decreto il ministero dell’Economia ha cancellato una norma del 2008 che formalizzava una sorta di status speciale di Sogei nel settore cloud in quanto incaricata di realizzare uno dei poli strategici per la gestione dei dati. Un intervento che per l’esecutivo è necessario per aggiornare la normativa al nuovo progetto Cloud nazionale. I firmatari dell’emendamento chiedono però la soppressione della norma perché si interviene sulle attività del Polo strategico nazionale mentre è in corso una procedura propedeutica a una gara. La tesi, sembra di capire, è che in questo modo si sana formalmente la posizione di Sogei all’interno della cordata mentre in altri punti il provvedimento ne certifica un ruolo attivo sul cloud. In particolare, il decreto legge in discussione alla Camera prevede che Sogei sia autorizzata ad erogare servizi cloud a favore di diversi soggetti (amministrazioni per le quali opera sulla base di affidamenti in house; Agenzia per la cybersicurezza nazionale; altre amministrazioni centrali che già fruiscono di tali servizi; ministero dell’Istruzione). L’effetto indiretto dell’emendamento, se approvato, potrebbe in altre parole essere quello di facilitare possibili ricorsi di cordate alternative che potrebbero lamentare il fatto che Tim, Cdp e Leonardo concorrono con un soggetto pubblico già attivo nel cloud e in quanto tale determinante per acquisire un vantaggio in sede di gara. Nelle interlocuzioni con il governo, alcuni operatori hanno avanzato la tesi che sia più opportuno andare a una gara “a doppio oggetto”, considerando cioè solo gli aspetti tecnici ed economici, indipendentemente dalla compagine che la presenta: alla cordata più idonea si affiancherebbe Sogei solo in un secondo momento. Valutazioni che al momento non avrebbero ancora trovato l’ok dell’esecutivo.

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