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Tim controllata francese

Vivendi esercita un controllo di fatto su Tim: è quanto ha stabilito la Consob dopo l’analisi del dossier sui rapporti che intercorrono fra il gruppo di tlc e la controllante francese, che detiene il 23,9% del capitale. L’authority guidata da Giuseppe Vegas «ha concluso che la partecipazione di Vivendi in Tim debba essere qualificata come una partecipazione di controllo di fatto, ai sensi dell’art. 2.359 del codice civile e dell’art. 93 del Tuf (Testo unico della finanza, ndr)».

Si tratta di una presa di posizione netta che smentisce la tesi dei francesi, i quali sostengono di svolgere solo un’attività di direzione e coordinamento su Tim.
Per il colosso dei media appartenente alla famiglia Bolloré, le conseguenze potrebbero essere pesanti: Vivendi rischia di dover consolidare nel proprio bilancio gli oltre 25,7 miliardi di euro di indebitamento netto di Telecom Italia.

Nella lettera sulle motivazioni, la Consob elenca una serie di fatti che «costituiscono indici del concreto esercizio del controllo su Tim da parte di Vivendi». Tre amministratori dei dieci di designazione Vivendi sui 15 totali ricoprono incarichi dirigenziali di vertice nel gruppo francese: in particolare Arnaud de Puyfontaine, Hervé Philippe e Frederic Crepin.

Viene quindi indicata la delibera del cda del 1° giugno 2017 di attribuzione a de Puyfontaine della carica di presidente esecutivo di Tim e il conferimento di rilevanti deleghe. Inoltre la ricostituzione del comitato strategico composto da due consiglieri appartenenti al vertice esecutivo di Vivendi e da Recchi, Bernabè e Frigerio. La composizione dei comitati interni al cda, l’impegno assunto da Vivendi a cedere le quote detenute da Tim in Persidera, senza un preventivo coinvolgimento del cda di Tim, e dopo che quest’ultima aveva dichiarato nell’ultimo bilancio la strategicità di tale partecipazione.

Altri fatti indicativi del controllo sono la risoluzione del rapporto con l’a.d. Flavio Cattaneo, «di recente confermato a.d. dopo l’assemblea del 4 maggio» su esclusiva iniziativa del consigliere de Puyfontaine, a seguito di una discussione con lo stesso Cattaneo riguardante cambiamenti nel management con il possibile coinvolgimento di Amos Genish, manager del gruppo Vivendi, quale direttore generale con deleghe.

Intanto l’Agcom ha preso atto delle integrazioni alla proposta di piano di Vivendi sulla partecipazione detenuta in Mediaset. Il piano, spiega l’authority, «indica, tra l’altro, le condizioni per individuare il soggetto indipendente il cui nominativo sarà previamente sottoposto all’Autorità unitamente al relativo mandato. A tale soggetto dovranno essere trasferite le quote di partecipazione in Mediaset spa eccedenti il decimo del totale dei voti esercitabili nell’assemblea degli azionisti della società». In sostanza, Vivendi dovrà trasferire nel blind trust circa il 20% di Mediaset.

Tim ha annunciato che farà ricorso contro la delibera Consob, rilevando che «il provvedimento si discosta in maniera rilevante dalla consolidata interpretazione in materia di controllo societario, cui Tim si è sempre costantemente e rigorosamente attenuta».

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