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Ti Media, nuova offerta di Clessidra

Clessidra torna in campo per Ti-media, con una nuova offerta migliorativa per tutto il pacchetto, multiplex e tv. Di quanto migliorativa toccherà giudicarlo al management di Telecom Italia, che ieri in tarda serata ha ricevuto la nuova proposta. Ma, sempre ieri, questa volta a Ti-media, è arrivata anche una nuova offerta vincolante per La7 da parte dell’editore piemontese Guido Veneziani (che pubblica un portafoglio di riviste, tra le quali Stop).
Si riapre dunque la partita? Non è detto. Sicuramente sì se salterà il tavolo aperto con Urbano Cairo, che, secondo le attese andate deluse, avrebbe dovuto chiudere l’accordo mercoledì, quando si è riunito il board di Ti-media. Forse no, se invece entro il lunedì 4 marzo, quando è nuovamente convocato il consiglio di Ti-media, sarà firmato l’accordo definitivo. Ci sono però ancora alcuni nodi da sciogliere. Che in particolare riguardano l’entità delle penali a carico dell’una o dell’altra parte. C’è la penale che Cairo reclama dal venditore nel caso in cui l’Agcom non confermasse il tasto 7 del telecomando: la richiesta è di 20 milioni. Ma ci sono anche le penali a carico dell’acquirente se non fossero rispettate alcue condizioni: il vincolo di lock-up (a non cedere cioè l’emittente) per almeno 18 mesi, i vincoli alla destinazione della “dote” che sarebbe corrisposta da Ti-media in termini di aumento di capitale (95 milioni), oltre all’abbuono di 63 milioni di debiti infragruppo.
Se si chiuderà l’accordo con Cairo, è comunque probabile che il dossier ripassi per la ratifica finale al consiglio di Telecom Italia, già in calendario il 7 marzo per l’approvazione del bilancio. Ma l’offerta di Clessidra, che è formulata per l’intera Ti-media nella sua configurazione attuale, decadrebbe automaticamente per effetto del cambio di perimetro dell’oggetto di interesse. Ciò detto, il management di Telecom dovrà comunque esaminare l’offerta per valutare se è giudicabile effettivamente migliorativa rispetto alla precedente e il punto focale, in particolare, è la valutazione implicita dei tre multiplex, i canali digitali che secondo Telecom non valgono meno di 300-350 milioni.
Clessidra –assistita da Merrill Lynch, da Banca Imi e dallo studio legale Chiomenti – potrebbe unire le forze con Diego Della Valle, ma in seconda battuta: nell’offerta presentata ieri il patron della Tod’s non compare. Già qualche settimana fa c’erano stati contatti tra il fondo di private equity di Claudio Sposito e l’imprenditore marchigiano per un’ipotesi di “spartizione”, dove i multiplex sarebbero andati a Clessidra e La7 a Della Valle, che, a tempo scaduto, aveva effettivamente fatto presente al board di Telecom il suo interesse per l’emittente. Non mancano insomma le sorprese in una partita che, dopo l’esito incerto delle elezioni, si sta surriscaldando.
Intanto in casa Telecom è stata ufficializzata la nomina di Stefano De Angelis alla guida operativa di Telecom Argentina, subentrando a Franco Bertone. La partecipata di Buenos Aires ha chiuso il 2012 con un utile netto in crescita del 7% a 2,7 miliardi di pesos (circa 414 milioni di euro).

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