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Il Tgv francese alla tedesca Siemens Maxi-fusione nei treni con Alstom

È il tempo dei campioni europei con due maxi fusioni, nei treni e nel settore navale, «benedette» a un solo giorno di distanza dal presidente-banchiere francese Emmanuel Macron. Messi da parte i rigurgiti di pseudo-nazionalismo, la Francia celebra dunque le nozze tra Alstom (di cui lo Stato francese ha il 20%), e le attività ferroviarie della tedesca Siemens, e offre il controllo (in prestito) dei Cantieri Saint Nazaire all’italiana Fincantieri, per dar vita a due colossi industriali in grado di competere con i concorrenti cinesi e americani.

Dice però Macron che «la situazione tra le due operazioni è «molto diversa». «Abbiamo due player su un mercato che viene sconvolto da due operatori cinesi. L’idea è fare un colosso europeo in grado di resistere alla concorrenza dei cinesi e che garantisca un controllo industriale in Francia», ha spiegato. «E’ un segnale chiaro che il mercato comune europeo cresce insieme con la realtà delle aziende», ha sottolineato da Berlino il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert.

La fusione con il produttore del Tgv è 50-50, ma i tedeschi potranno comprare un altro 2%. Il gruppo avrà sede e quotazione a Parigi, sarà guidato dall’attuale Ceo di Alstom, Henri Poupart-Lafarge ma si chiamerà Siemens Alstom. I tedeschi indicheranno invece il presidente. Sono previsti 470 milioni di euro di risparmi, senza impatto sui posti di lavoro, garantiti per 4 anni sia in Francia che in Germania. A preoccuparsi però sono gli oltre 3 mila lavoratori in Italia, dove Alstom controlla il polo industriale di Savigliano e importanti centri di ricerca, produzione e industrializzazione a Milano e Bologna. Sebbene sia stata precursore della tecnologia per far viaggiare i treni a oltre 300 chilometri all’ora con Fiat Ferroviaria, l’Italia rischia di fare «la fine del caso di coccio tra i vasi di ferro», temono i sindacati.

«Stiamo creando un campion europeo per il lungo periodo», ha detto il Ceo di Siemens, Joe Kaeser. «Alla fine creeremo nuovi posti di lavoro e innovazione», ha insistito Poupart-Lafarge. Secondo il manager, la fusione è inoltre «un’opportunità per sistemare il bilancio, in particolare dopo l’accordo con GE». E ha anticipa la distribuzione di un dividendo «fino a 8 euro per azione» .

Giuliana Ferraino

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