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«Tfr anticipato, rischio pensioni»

La Banca d’Italia promuove la manovra di bilancio del 2015, ma avverte che lo spostamento del Tfr in busta paga dovrà restare una misura temporanea per non compromettere i trattamenti previdenziali. E sottolinea che l’impatto della manovra sulla crescita dell’economia, che l’Istat giudica quasi nullo, e sul quale lo stesso governo è molto prudente, dipenderà dalle «modalità con cui verranno effettuati i tagli di spesa». Bisognerebbe evitare di colpire gli investimenti anche degli enti locali, benché ci sia il rischio di un aumento delle tasse regionali sottolineato ieri anche dalla Corte dei Conti, tagliare gli sprechi e ridurre i regimi agevolati.
La stessa ricetta che, secondo Bankitalia, dovrà essere usata per scongiurare gli aumenti dell’Iva, sostenuta anche dal presidente della Bce, Mario Draghi, in risposta alle interrogazioni degli europarlamentari: «Tagliare la spesa improduttiva può creare margini di bilancio per ridurre il carico fiscale e aumentare gli investimenti pubblici». Secondo la Banca d’Italia «data l’eccezionale profondità e durata della recessione, il rallentamento del processo di aggiustamento dei conti pubblici può contribuire a evitare il rischio di una spirale recessiva». Secondo il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, ascoltato ieri dal Parlamento, il quadro delineato dal governo «è nel complesso condivisibile», anche se «soggetto a rischi». Bankitalia apprezza la blindatura del bilancio con le clausole di salvaguardia che prevedono l’aumento automatico dell’Iva, «che rafforza la credibilità dell’impegno italiano nel risanamento», ma quell’aumento porterebbe l’Iva a livelli «molto elevati». Per evitarlo, «è opportuno definire quanto prima provvedimenti riguardanti la razionalizzazione della spesa e dei regimi agevolativi».
La manovra opera «una significativa riduzione» del cuneo fiscale e finanzia riforme, come quella del lavoro, «potenzialmente importanti» dice la Banca centrale, senza nascondere alcune perplessità. Lo smobilizzo del Tfr in busta paga «inciderebbe negativamente sulla capacità della previdenza complementare di integrare il sistema pensionistico pubblico». Ed è «cruciale» che la misura resti solo temporanea, dice Bankitalia, che come l’Istat, ritiene che la crescita beneficerebbe tutto sommato in «modo marginale» della politica espansiva. L’Istat ieri ha aggiornato le previsioni: la crescita del Pil nel 2015 sarà dello 0,5%, contro lo 0,6% stimato dal governo. I conti pubblici, intanto, si mantengono in linea: nei primi 10 mesi il fabbisogno è stato di 77 miliardi, 11 in meno rispetto all’anno scorso.

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