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Tetto alle commissioni o sanzioni

La norma-monstre inserita all'ultimo minuto tra i 1700 emendamenti al decreto liberalizzazioni, quella che sanciva la nullità di «tutte le clausole, comunque denominate, che prevedano commissioni a favore della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere del loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido» ha ottenuto ieri sera, in extremis, dal relatore al provvedimento, Filippo Bubbico, una «interpretazione autentica» che tenta di disinnescarne le palesi incongruenze.
Nella disposizione sulla nullità delle clausole delle banche «comunque denominate» in materia di massimo scoperto, ha infatti spiegato ieri sera Bubbico «è saltato un pezzo. L'emendamento è privo della conclusione». In particolare, ha sottolineato l'esponente del Pd «è saltata la frase che rende applicabile la nullità agli istituti di credito che non si adeguano alle norme sulla trasparenza». In pratica, secondo l'interpretazione fornita ieri sera, l'obbligo di remunerare gli affidamenti e gli sconfinamenti concessi dalla banche ai clienti soltanto con il tasso debitore sulle somme prelevate scatterà solo nel caso in cui le banche non si adegueranno a quanto stabilito dal Cicr (il nuovo regime delle commissioni introdotto a dicembre con il decreto Salva- Italia attribuisce infatti al comitato per il credito e il risparmio il compito di dettagliare le nuove regole).
La disposizione, ha precisato Bubbico, riguarda le banche che non si adeguano alle norme sulla trasparenza – ai sensi della delibera del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (Cicr). Delibera adottata ai sensi dell'art. 117/bis del Codice bancario. «Questa parte, saltata dal testo approvato in Commissione Industria al Senato, sarà aggiustata nel maxi emendamento» che approda oggi in Aula insieme alla richiesta di fiducia sul decreto. Di certo, come ha spiegato in maniera piuttosto outspoken il presidente dell'Abi Giuseppe Mussari, se si chiede alle banche di offrire alla clientela servizi gratis – come il conto a "spese-zero" per i pensionati – si snatura la dimensione d'impresa bancaria. Ma, soprattutto, si rischia l'effetto boomerang, perchè si finisce con il distorcere la concorrenza a svantaggio, in ultima analisi, proprio dei consumatori. E' quanto ha fatto capire di recente anche il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. Proprio al punto di vista del governatore si è appellato ieri il direttore generale dell'Abi Giovanni Sabatini, nel corso della sua audizione alla Camera: «Cito Visco – ha affermato Sabatini – quando ha detto: Bisogna rifuggire dalla tentazione di imporre vincoli amministrativi alle banche. Non capiamo perché per le banche la parola liberalizzazione si declini con vincoli amministrativi e prezzi amministrati, misure che vanno nel senso opposto alle liberalizzazioni e alla concorrenza».Le banche italiane, ha poi evidenziato il direttore generale dell'Abi useranno la nuova iniezione di liquidità a tre anni della Bce per finanziare le famiglie e le imprese. «Utilizzeremo la liquidità Bce – ha detto – per finanziare imprese e famiglie». Al momento del suo intervento in audizione, non si conosceva ancora il dettaglio di quanto ancora nello specifico quanto fosse andato alle banche italiane (139 miliardi, ndr) rispetto a un ammontare complessivo di di 530 miliardi. Ma, intanto, «l'iniezione di liquidità della prima asta – ha concluso Sabatini – ha consentito di non ridurre gli impieghi all'economia».

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