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Tetto al contante in Germania ed è rivolta

 BERLINO.
Finora era stata solo un’indiscrezione: anche la Germania potrebbe introdurre un tetto all’utilizzo dei contanti, dopo altri 12 Paesi europei. Confermata, ha avuto l’effetto di una bomba. In un Paese in cui si paga quasi tutto cash, in cui la carta di credito viene accettata ancora nei negozi e nei ristoranti con la bocca storta o affatto, in cui tanti pagano persino l’automobile di seconda mano con rotoloni di banconote, la notizia che Wolfgang Schaeuble voglia limitare l’uso dei contanti ha prodotto una piccola insurrezione.
Per una settimana, i principali opinionisti tedeschi si sono affrettati a difendere — da destra e da sinistra — l’uso delle banconote, mettendo in discussione l’efficacia di una misura che anche la Commissione europea sta prendendo in esame per combattere la criminalità, il terrorismo o il riciclaggio di denaro sporco.
Ma ieri si è mossa anche la “corazzata” Bild. Il tabloid ha lanciato un appello contro il popolare ministro delle Finanze con un titolo battagliero: «i contanti significano la libertà», facendolo con una serie di interviste a cittadini arrabbiati.
Il commento non lascia spazio a discussioni: «il tetto ai contanti è un sospetto generalizzato nei confronti dei cittadini, della serie: non mi fido di te, se vai in giro con più di 5.000 euro, vuol dire che non li hai guadagnati onestamente ». I lettori sono invitati a scrivere una lettera di protesta al ministro attraverso un indirizzo mail di Bild intitolato “giù le mani dal contante”.
La notizia di un tetto è stata confermata mercoledì scorso dal sottosegretario Michael Meister (Cdu): «Possiamo immaginare un limite di 500 euro per il pagamento di contanti». Schaeuble ne vuole parlare all’imminente Eurogruppo, ma se l’Europa non si muoverà in direzione di una regola comune, Berlino ha fatto sapere che introdurrà un tetto autonomamente, come hanno già fatto una dozzina di Paesi.
Uno studio dell’Economic crime research center di Halle commissionato dallo stesso ministero delle Finanze tedesco conferma le preoccupazioni di Schaeuble. Dimostra che con l’introduzione dei limiti al contante degli altri Paesi i flussi di denaro sporco si stanno spostando altrove. E la Germania è un polo d’attrazione irresistibile per chi voglia riciclare montagne di soldi, scrivono gli studiosi guidati da Kai Bussmann, «perché è una potenza economica».
I numeri del riciclaggio citati dallo studio sono rilevanti: vale 100 miliardi di euro all’anno e «la maggior parte» proviene dall’estero. I criminali cercherebbero principalmente investimenti immobiliari, appalti ma anche ristoranti o alberghi per pulire il denaro.
Il Paese di Angela Merkel sta diventando insomma una delle principali piazze europee per il riciclaggio. E il ministro delle Finanze vuole giustamente correre ai ripari. Il problema è sembra avere i tedeschi contro, stavolta.
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