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Tessile, licenziamenti bloccati Sospeso il cashback di Stato

Sui licenziamenti passa nel governo la linea Draghi-Orlando per un nuovo intervento selettivo. Ma a sorpresa, ieri, la maggioranza ha deciso anche la sospensione del cashback, nonostante le resistenze dei Cinquestelle. Confermato, invece, il blocco per altri due mesi (fino al 31 agosto) dell’invio delle cartelle esattoriali e il rinvio al 20 luglio dei versamenti per le partite Iva (Isa e forfettari). È stata la cabina di regia, riunita a Palazzo Chigi, a dare il via libera al nuovo pacchetto di misure che dovrebbero essere contenute in un decreto legge che il Consiglio dei ministri varerà domani.Sui licenziamenti è stata decisa una proroga del blocco fino al 31 ottobre per la filiera del tessile (pelletteria e calzature, comprese), le cui aziende potranno ancora utilizzare la cassa integrazione gratuita. Nello stesso tempo saranno concesse altre 13 settimane di cassa straordinaria alle imprese (una novantina) in crisi che stanno negoziando ai tavoli del ministero dello Sviluppo i processi di riorganizzazione. Oggi pomeriggio il premier incontrerà i sindacati, contatti ci saranno anche con il leader della Confindustria, Carlo Bonomi. Potenzialmente sono circa 250 mila i lavoratori (tra tessile e aziende in crisi) salvati dai licenziamenti. Il provvedimento dovrebbe costare intorno ai 500 milioni.La nuova strategia è frutto di una mediazione raggiunta ieri durante la riunione della “cabina di regia” a Palazzo Chigi. Da una parte, infatti, i partiti non contrari ad un nuovo blocco fino ad ottobre, tra i quali, oltre al Pd, Leu e M5S si è schierato a sorpresa l’esponente di Forza Italia Renato Brunetta, convinto che la priorità, in una fase di ripresa significativa dell’economia, sia quella della pace sociale e non dello scontro; dall’altra Italia Viva e Lega totalmente contrari ad una proroga generalizzata. Da qui la mediazione illustrata dal responsabile del Lavoro, Andrea Orlando, ma concordata nei giorni precedenti con il premier Draghi.Dal primo luglio, dunque, sarà possibile licenziare nelle imprese manifatturiere e dell’edilizia; il blocco, invece, resta fino al 31 ottobre per le piccole imprese dei servizi.Si lavora inoltre ad un “avviso comune” tra le parti sociali con la garanzia del governo. In sostanza sindacati e imprese potrebbero impegnarsi a utilizzare tutti gli strumenti alternativi (oltre alla cig, i contratti di solidarietà e quelli di espansione) prima di ricorrere ai licenziamenti.È un’idea avanzata nei giorni scorsi dal leader della Cgil, Maurizio Landini, ma non è ancora chiaro se la Confindustria sia interessata a percorrere questa strada. Va detto che qualche dubbio affiora pure dalle parti della Cisl che ha più volte proposto un nuovo patto sociale. I tecnici di Palazzo Chigi e del ministero del Lavoro dovranno definire entro domani i criteri oggettivi che consentiranno alle aziende del tessile di usufruire fino ad ottobre della nuova Cig gratuita e alle imprese in crisi di aver a disposizione altre 13 settimane di Cig straordinaria. C’è il rischio infatti che criteri eccessivamente discrezionali non superino l’eventuale esame di costituzionalità davanti alla Corte costituzionale.La sorpresa di ieri, tuttavia, è stata il blocco del cashback, misura introdotta dal governo gialloverde e sostenuta dall’ex premier Giuseppe Conte e sulla quale i grillini hanno subito un’altra sconfitta. Il meccanismo, come si ricorderà, serve per incentivare l’uso della moneta elettronica e prevede il rimborso del 10 per cento della spesa con bancomat o carta di credito con un tetto di 150 euro a semestre con almeno 50 pagamenti effettuati. Previsto anche un superpremio da 1.500 per chi fa più acquisti. Il primo semestre. con 9 milioni di partecipanti, è stato un successo: ma il tiraggio della misura pesa per 4,7 miliardi sul biennio 2021-22 ed inoltre, secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, non ha dato evidenze di efficacia alla lotta all’evasione. Così Draghi ha proposto di non rinnovare per i prossimi sei mesi il provvedimento in scadenza che sarebbe dovuto proseguire fino alla metà del prossimo anno, aprendo la strada ad un accantonamento.

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