Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il Tesoro vara i 20 miliardi per le banche in difficoltà Salvi gli obbligazionisti avranno bond ordinari

Venti miliardi, già autorizzati dal Parlamento, incastonati dentro un fondo del mistero dell’Economia e pronti all’uso fin dalle prossime settimane per ricapitalizzare e far fronte alle necessità di liquidità delle banche in crisi, a cominciare da Mps. Via libera ad uno schema generale che consentirà al ministero del Tesoro di partecipare, tra qualche mese, una volta approvato il piano industriale e con l’ok di Bruxelles e Francoforte, alla «ricapitalizzazione preventiva » da 5-7 miliardi, attivata da Mps ieri sera dopo la certificazione dell’insuccesso dell’aumento di capitale “di mercato”. Il meccanismo adottato farà riferimento alla soluzione “morbida” del burden sharing, la “condivisione degli oneri”, prevista dalla direttiva europea: saranno coinvolti gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati, per questi ultimi verrà elaborato un programma di “ristoro” delle perdite al 100 per cento. «Giornata di svolta per il futuro di Mps», ha detto il premier Gentiloni. «Gli obbligazioni retail saranno tutelati», ha aggiunto ieri notte il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
Sono questi i punti della mega operazione di salvataggio di Mps messa in campo dal consiglio dei ministri, slittato progressivamente fino a cominciare poco prima mezzanotte, e che predispone strumenti per intervenire sulla crisi del sistema bancario italiano. Il Tesoro alla fine del percorso diventerà azionista di maggioranza di Mps con una quota che potrebbe avvicinarsi al 50 per cento.
Definiti nella notte i criteri del meccanismo di intervento che scatterà con la firma di un decreto per l’aumento di capitale Mps. Intanto il provvedimento di ieri definisce il trattamento dei circa 40 mila obbligazionisti subordinati a rischio. Il decreto, come ha sostanzialmente spiegato Padoan ieri notte, prevede che si proceda ad una conversione “forzosa” dei bond subordinati in azioni Mps e, dopo con un successivo passaggio, all’attribuzione di nuovi titoli obbligazionari, ma stavolta ordinari, che avranno lo stesso valore di quelli originali. Alla fine del percorso i possessori delle obbligazioni subordinate emesse nel 2008 per l’acquisizione Antonveneta (classificate Tier II) manterranno il 100% del valore iniziale, alcune serie di bond subordinati (classificati Tier I e più rischiosi) si limiteranno invece ad un ristoro del 75%. Tutto ciò secondo l’orientamento espresso da Padoan in Parlamento, di «ridurre al minimo o rendere inesistenti» le perdite dei detentori di bond subordinati.
«Siamo pronti ad intervenire se altre banche lo chiederanno», ha detto Padoan descrivendo il provvedimento. Toccherà al ministro dell’Economia il compito di attivare gli eventuali interventi, successivi a Mps, agendo, caso per caso, sulle banche in difficoltà. Il paracadute, infatti, potrebbe servire non solo per Siena, ma anche per le due popolari venete o per Carige e istituti più piccoli in crisi.
Il nuovo decreto “salva-banche” arriva a poco più di un anno da quello che ha mandato in risoluzione le vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. Si tratta del quinto provvedimento d’urgenza sul sistema bancario dal 2015, dopo la riforma delle popolari, quella delle Bcc, e il provvedimento per la garanzia pubblica sulla cessione delle sofferenze.
Nel testo anche la proroga di sei mesi del termine entro il quale le banche popolari hanno l’obbligo di trasformarsi in spa, ora fissato al 27 dicembre: misura necessaria dopo l’ordinanza del Consiglio di Stato che ha bloccato i regolamenti attuativi in materia di diritto di recesso e costretto al rinvio delle assemblee.

Roberto Petrini

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa