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Tesoro in allarme su debito e Pil “Gli aiuti di Ue e Bce non infiniti”

Non cede all’ottimismo il ministro dell’Economia Daniele Franco che punta l’indice sui due punti dolenti del Paese: crescita e debito. Lo fa di fronte alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato anticipando un dato piuttosto pesante dell’andamento del Pil del primo trimestre dell’anno: «Contrazione dell’1,2 per cento». Anche se il target di fine anno resterà al 4,5 per cento e la «ripresa accelererà nella seconda metà dell’anno». Su tutto pesa l’incertezza, come hanno segnalato anche Bankitalia e Corte dei Conti nelle loro audizioni sul Documento di economia e finanza, e i «rischi a ribasso connessi all’evoluzione della pandemia». «Bisogna essere prudenti su pandemia ed andamento dell’economia perché viviamo in un contesto molto incerto», ha aggiunto il ministro. Per questo motivo «servono interventi immediati di rilancio» e il governo «è impegnato a fare tutto quello che serve per sostenere l’economia ».
Secondo punto il debito. Franco punta dritto alla questione: «Il debito è molto elevato e va ridotto», anche se la crescita «permetterà di ridurlo senza sacrifici». Ammonisce tuttavia a non sottovalutare il problema: «Serve una riflessione sul debito» perché «gli aiuti della Bce e dell’Unione europea non sono eterni», le regole di bilancio europee sono solo sospese e anche sui tassi d’interesse in futuro potrebbe esserci un rialzo.
La scommessa è dunque, oltre che sul successo delle vaccinazioni, sul Recovery plan e sul prossimo decreto “Sostegni 2” da 40 miliardi. A rassicurare sulla tempistica è intervenuto ieri il premier Draghi che ha annunciato, durante un incontro a Palazzo Chigi con le parti sociali, che il Piano nazionale di ripresa e resilienza sarà presentato dal governo in settimana. Con tutta probabilità il primo esame sarà nel Consiglio dei ministri di venerdì, poi il 27 ci sarà un rapido passaggio in Parlamento ed entro il 30, dopo il via libera definitivo del governo, il Piano da 221,5 miliardi sarà consegnato a Bruxelles.
Il premier si è soffermato anche sui contenuti. Ha annunciato, parlando ad un meeting in vista del Global Health Summit, che il Recovery Plan conterrà 20 miliardi per ristrutturale la sanità. Quanto al meccanismo di attuazione sarà, ha detto il premier, «fondato su tre pilastri »: semplificazione, riforme e trasparenza («Il cronoprogramma su piattaforma digitale sarà consultabile da parte di tutti», ha annotato Draghi).
Parte dunque una corsa contro il tempo che prevede l’approvazione della risoluzione parlamentare sul Def, quella sullo scostamento di bilancio, il decreto sostegni da 40 miliardi e il pacchetto di decreti “allegati” al Piano. Senza contare la questione licenziamenti che ieri ha visto un nuovo altolà da parte di Cgil-Cisl-Uil che hanno chiesto a Draghi, senza ottenere un impegno, una proroga del blocco oltre le due date già fissate del 30 giugno (industria) e del 31 ottobre (servizi). «Non vogliamo trovarci il 1° luglio con i licenziamenti», ha detto il segretario della Cgil Landini. «Dobbiamo allontanare la data il più possibile », ha aggiunto il leader della Cisl Sb arra. La partita non è chiusa perché oggi le confederazioni incontreranno il ministro del Lavoro Orlando che sta cercando una linea di mediazione. Poi il prossimo vertice tra Draghi e forze sociali già fissato subito dopo il 1° maggio.
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