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Tesla vale in Borsa come Ford e Gm insieme

Vale quanto General Motors e Ford assieme: Tesla, il leader americano dell’auto elettrica, accelera la riscossa tra investitori e consumatori. A Wall Street la sua market cap supera gli 81 miliardi di dollari, contro i circa 51 di Gm e 36 di Ford. Né intende tirare il freno sugli entusiasmi: il gruppo ha tenuto a battesimo le consegne del mega-impianto a Shanghai, il primo all’estero nel cuore d’una delle principali frontiere di crescita del gruppo, alla presenza del fondatore e chief executive Elon Musk, che nel celebrare il nuovo traguardo ha danzato sul palco.

Musk ha svelato i prossimi obiettivi d’un gruppo che ambisce a diventare a tutti gli effetti colosso globale e di massa dell’auto del futuro. Dal 2021 la fabbrica di Shanghai sfornerà sia la berlina Model 3, oggi in produzione, che il Suv Model Y. In attesa di creare, con l’apertura di un centro di progettazione, una «vettura originale» per il mercato di Pechino.

I successi e le scommesse di Tesla risaltano ancor più quando paragonate alla contemporanea delusione sofferta invece dalla Gm proprio in Cina: una flessione record del 15% delle vendite l’anno scorso, dopo uno scivolone del 10% nel 2018, tra pronostici di ulteriore debolezza nel 2020. Le case statunitensi, con l’eccezione appunto di Tesla, appaiono sotto pressione a Pechino: la loro quota di mercato si è contratta di 1,5 punti percentuali nei primi undici mesi del 2019.

Tesla ha ritrovato smalto nella seconda parte del 2019 archiviando una serie di passi falsi che avevano offuscato al sua reputazione di casa per eccellenza delle vetture hi-tech: da preoccupazioni sull’erratica leadership di Musk, finito nei guai con la Sec per tweet sospettati di manipolazione del mercato, a difficoltà di produzione e rispetto degli obiettivi di consegna. Ostacoli che sembrano adesso superati: la scorsa settimana Tesla ha annunciato di aver consegnato 367.500 veicoli l’anno scorso, un record in linea con le attese e che ha rappresentato un incremento del 50 per cento. Nel solo quarto trimestre l’azienda ha portato in dote al totale 112.000 veicoli, più dei 106.000 previsti.

Le azioni hanno messo a segno un parallelo rilancio. Dai minimi dello scorso maggio, a 177 dollari, sono lievitate del 160 per cento. Da ottobre la marcia è stata di oltre l’80% e nella prima settimana del nuovo anno del 10 per cento. Anche se i timori di volatilità e correzioni del titolo non sono svaniti. La valutazione di Tesla è tra le più discusse a Wall Street, in vista del bilancio trimestrale in arrivo a fine gennaio. Il test, secondo alcuni analisti, sarà anzitutto la capacità di mantenere redditività in Cina e Europa, più che negli Stati Uniti.

In un segno di prudenza, poco più di un terzo degli analisti ha al momento raccomandazioni di acquisto del titolo e il target medio per i prossimi dodici mesi appare del 30% inferiore alle attuali quotazioni.

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