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Tesco law, è scoppiata la guerra

Piattaforme legali online in guerra con i servizi professionali offerti nei supermercati in seguito alla liberalizzazione del mercato legale inglese con l’introduzione della cosiddetta Tesco Law, e con gli studi legali high-street, i piccoli studi legali su strada sparpagliati sul territorio inglese.

E viceversa.

In Inghilterra, in seguito alla rivoluzione nel mercato dei servizi legali innescata dalla nuova normativa, è scontro aperto tra i vari provider di consulenza legale standardizzata, relativa soprattutto a semplice contrattualistica, recupero crediti e diritto di famiglia. Tanto che Quality Solicitors, network di circa 400 studi legali locali, ha iniziato una campagna pubblicitaria che discredita i servizi offerti all’interno dei supermercati, che da qualche mese hanno puntato in modo aggressivo alla fetta di profitti del settore legale. Tra questi figurano per esempio The Co-operative, the AA, Saga, Direct Line e addirittura la società telefonica BT.

Sul fronte online, intanto, la minaccia arriva da LegalZoom, una nuova piattaforma in arrivo in Europa dagli Stati Uniti.

Quality Solicitors rappresenta contemporaneamente un passo verso il futuro e un ritorno al passato. Il network sta infatti studiando la possibilità di introdurre nei propri negozi una parcella oraria invece di una tariffa fissa per i servizi offerti, come è ormai pratica comune negli studi legali su strada.In una recente ricerca inoltre, Quality Solicitors ha rilevato che un terzo dei cittadini crede i supermercati offrano ormai troppi servizi, e che il 45% si dichiara pronto a tornare a fare spese negli shop locali.

Le conseguenze per l’offerta legale sono ovvie per Craig Holt, amministratore delegato del gruppo. «Il messaggio è chiaro.

I clienti vogliono servizi di qualità vicini a dove abitano. Non si può sostituire il rapporto personale tra avvocato e cliente reso ancora più forte dalla conoscenza della comunità in cui si opera. In ognuno dei 400 uffici che abbiamo in Inghilterra abbiamo adottato un approccio locale e specializzato», spiega.

Nonostante il messaggio di Holt, la diffusione di offerta legale non convenzionale nei mercati anglosassoni è in pieno boom. Co-operative Legal Services, parte della catena di supermercati Co-operative, è già una delle maggiori law firm inglesi per fatturato, e ha annunciato un piano di crescita che prevedere circa 3 mila assunzioni nei prossimi cinque anni.

Numeri significativi in un periodo di crisi del mercato del lavoro. Sul mercato inglese è ancora presto per determinare quale modello vincerà questa guerra. Le liberalizzazioni introdotte dalla Tesco Law sono ancora nella prima fase di implementazione e la comparazione dei servizi legali, alla base di una vera competitività del mercato, è resa complessa dalla tipologia del servizio.

In Italia intanto, l’offerta di servizi legali online resta limitata a poche piattaforme che non offrono consulenza personalizzata, ma una semplice piattaforma per la contrattualistica. Mentre gli ordini regionali continuano a esprimere una forte diffidenza sulla possibile standardizzazione dei servizi legali, diffidenza che include l’applicazione di parcelle determinate da un mercato competitivo, anche i clienti stentano a rinunciare al rapporto personale sviluppato con il professionista, anche per i casi più semplici. In Italia, la crociata che Quality Solicitors sta conducendo in Inghilterra, avrebbe sicuramente la strada spianata.

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