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Terrorismo, banche all’appello

Banche in campo nella lotta al terrorismo. Gli istituti di credito dovranno monitorare e segnalare le transazioni relative al commercio di beni culturali, in particolare riconducibili alle aree occupate in Iraq, Siria, Libia, nonché alle compravendita di partite di petrolio con piccole società petrolifere. Occhio anche alle operazioni incongrue di enti non profit e ai trasferimenti di fondi attraverso money transfer. Sono alcuni principali input traibili da una comunicazione che Banca d’Italia ha pubblicato ieri sul proprio sito, in merito al finanziamento del terrorismo internazionale in attesa di un annunciato documento del Gafi (Gruppo d’azione finanziaria internazionale) con indicatori specifici.

Le difficoltà oggettive di individuazione delle fonti

Secondo Banca d’Italia il fenomeno del finanziamento del terrorismo risulta particolarmente complesso sia per l’individuazione delle relative condotte sia per l’utilizzo delle somme spesso esigue, sia per la fonte, non necessariamente illecita, delle disponibilità. A riguardo, si legge nel documento Banca d’Italia, per individuare soggetti dediti a tale attività criminale occorre che i destinatari delle informazioni assoggettati agli obblighi di segnalazione (in primis gli intermediari finanziari) valorizzino al massimo il proprio patrimonio informativo e adeguino le procedure di selezione automatica delle operazioni anomale (in particolare quelle su proposta Uif del provvedimento Banca d’Italia 24 agosto 2010: indicatori 20 e 21). Sotto il primo aspetto, si legge nella circolare «assumono specifica importanza: l’acquisizione di informazioni approfondite e aggiornate sul profilo soggettivo del cliente; l’attenta verifica della ricorrenza del medesimo o dei soggetti a esso collegati, nelle “liste” delle persone e degli enti associati ad attività di finanziamento del terrorismo; la sottoposizione di detti soggetti a indagini o processi penali per circostanze attinenti al terrorismo, ovvero la riconducibilità degli stessi ad ambienti del radicalismo o estremismo; la consultazione ai predetti fini su base continuativa di fonti aperte e social media. Sotto il secondo aspetto si pone l’esigenza di calibrare in funzione del crescente rischio di finanziamento del terrorismo i parametri oggettivi su cui si fondano gli strumenti di selezione automatica delle operazioni, avendo riguardo in particolare all’operatività in settori caratterizzati dalla presenza di clienti occasionali e a quella che transita su conti di corrispondenza o conti assimilabili, nonché ai servizi di tramutazione».

Valutazione delle operazioni. Circa la valutazione delle operazioni, fondamentale risulta la localizzazione geografica dei soggetti e delle attività, con particolare riferimento, negli enti non profit, delle incoerenze delle spese con le loro attività tipiche. Particolare attenzione va altresì rivolta alla raccolta di fondi on line, anche attraverso piattaforme crowdfunding. Altresì monitorati dovranno essere i fondi provenienti da una pluralità di soggetti, soprattutto in assenza di relazioni familiari o d’affari. Gli operatori dei servizi di pagamento devono monitorare attentamente gli utilizzi di carte di pagamento in aree a rischio geografico e, in particolare, i prelevamenti di denaro immediatamente successivi alla creazione delle disponibilità e l’acquisto di titoli di viaggio, biglietti aerei o visti on line verso dette zone ovvero di beni e servizi ivi utilizzabili.

Luciano De Angelis

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