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Terremoto, una mano dal fisco

Nelle zone colpite dal terremoto del 24 agosto sospesi fino al 31 dicembre prossimo cartelle, rate dei mutui, contributi consortili e diritti annuali. Stop fino a ottobre 2017 degli adempimenti tributari diversi dai versamenti: dichiarazioni, registrazioni di contratti ecc. Regolarizzazione possibile senza sanzioni e interessi per le ritenute contributive e d’acconto. Per le imprese con sede o unità locale in uno dei comuni colpiti dal sisma del 24 agosto le perdite dell’esercizio 2016 non rileveranno ai fini della riduzione del capitale sociale mentre i contributi e gli indennizzi percepiti, se riconducibili agli eventi sismici, non concorreranno alla formazione del reddito fino all’anno 2019.

Sono questi, in estrema sintesi, i contenuti salienti in materia di sospensione dei termini e misure di cautela fiscale della bozza di decreto legge approvato dal consiglio dei ministri nella seduta di ieri (si veda quanto anticipato su ItaliaOggi del 4 ottobre scorso).

Sono essenzialmente tre le direttrici d’intervento che caratterizzano la bozza di decreto: una serie di misure in materia di perdite dell’esercizio 2016 conseguite dalle imprese ubicate nei territori colpiti dagli eventi calamitosi, la detassazione di contributi, indennizzi e risarcimenti che i soggetti danneggiati riceveranno ed infine, la proroga e la sospensione dei termini in materia di adempimenti e versamenti tributari e contributivi nonché la sospensione di termini amministrativi.

Perdite delle imprese. Per le imprese che hanno sede legale o una o più unità locali in uno dei comuni colpiti dal terremoto il decreto dispone che le eventuali perdite relative all’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2016 non rilevano, sia nell’esercizio in cui si realizzano che nei quattro successivi, per tutta una serie di misure di carattere civilistico tra le quali la riduzione del capitale per perdite (art. 2446 c.c.) e la riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale (art. 2447 c.c.).

Detassazione dei contributi e degli indennizzi. I contributi, gli indennizzi e i risarcimenti connessi agli eventi sismici che verranno concessi ai soggetti che hanno sede o unità locale in uno dei comuni colpiti dal terremoto dello scorso 24 agosto, non concorreranno alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap fino all’anno d’imposta 2019.

Tutto ciò a condizione che i danni oggetto dei risarcimenti siano verificati tramite perizia asseverata e a prescindere dalle modalità di fruizione e contabilizzazione degli indennizzi o risarcimenti.

Sospensione degli adempimenti. Il decreto di ieri dispone la sospensione, ma solo fino al 31 dicembre 2016, di tutta una serie di adempimenti e pagamenti tra i quali: il termine per le notifiche delle cartelle di pagamento, il termine per il versamento del diritto annuale al registro delle imprese, del versamento dei contributi ai consorzi di bonifica e del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti di ogni genere.

Per quanto riguarda invece i versamenti tributari, comprese le cartelle di pagamento, inizialmente sospesi con il decreto del 1° settembre 2016 fino al 16 dicembre, il decreto di ieri ne dispone la proroga fino al 30 settembre 2017.

Dovranno invece essere effettuati entro il mese di ottobre del 2017 tutti gli adempimenti tributari diversi dai pagamenti, oggetto della sospensione da parte del citato decreto ministeriale del 1° settembre scorso. Fra gli adempimenti oggetto di sospensione figurano, ovviamente, le trasmissioni telematiche dei modelli di dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2016.

Eventuali pagamenti non oggetto di sospensione nel citato decreto ministeriale, come ad esempio le ritenute d’acconto, potranno invece essere regolarizzati senza il pagamento aggiuntivo di sanzioni ed interessi entro un preciso termine temporale di riferimento che al momento nella bozza di decreto non risulta ancora individuato.

Altre disposizioni. Fra gli altri provvedimenti di natura tributaria il decreto approvato ieri dal consiglio dei ministri prevede la non applicazione di sanzioni amministrative per ritardate comunicazioni di assunzioni, cessazioni o variazioni del rapporto di lavoro in scadenza nel periodo 24 agosto-31 dicembre 2016.

Si prevede inoltre che eventuali sussidi, erogazioni liberali o benefici di qualsiasi genere concessi dai datori lavoro ai dipendenti residenti in uno dei comuni colpiti dagli eventi sismici dell’agosto scorso, non concorreranno alla formazione del loro reddito di lavoro dipendente.

Andrea Bongi

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