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Terremoto, il fisco batte cassa

Nelle zone terremotate il fisco torna a bussare. Gli imprenditori emiliani, lombardi e veneti colpiti dal sisma di maggio dovranno procedere in queste settimane a riversare al fisco le ritenute Irpef prelevate dalle buste paga dei lavoratori dipendenti in qualità di sostituti d’imposta. La conferma arriva a ItaliaOggi dal ministero dell’economia che risponde indirettamente alle preoccupazioni espresse dai consulenti del lavoro, i quali in una nota parlano di «versamenti e adempimenti tributari che non sarebbero tutti sospesi». Secondo i consulenti, questa operazione configura una disparità di trattamento con gli imprenditori di altre regioni colpite in passato da terremoti, che si videro sospendere tutti i versamenti, che il fisco recuperò successivamente.

In una nota diffusa ieri i consulenti del lavoro segnalano che «giungono preoccupate segnalazioni dai consulenti del lavoro che assistono aziende nel terremoto dell’Emilia-Romagna. Sono riferite alla confusione esistente in materia di versamenti e adempimenti tributari che, a sentire qualche amministrazione locale e qualche interpretazione fuorviante, non sarebbero tutti sospesi».

Le amministrazioni pubbliche stanno infatti richiedendo il pagamento delle ritenute fiscali per il periodo successivo all’8 giugno 2012, non operando in questo caso alcuna sospensione.

Dal ministero dell’economia, interpellato ieri da ItaliaOggi, arriva la conferma, amara per i contribuenti, che «la norma introdotta dal decreto legge 74 è chiara e che le ritenute vanno effettuate».

Cosa è successo? Con un primo decreto ministeriale, (dm 1° giugno 2012, pubblicato nella G.U. del 6 giugno) è stata prevista la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, scadenti nel periodo compreso tra il 20 maggio 2012 ed il 30 settembre 2012. Al comma 2 dell’articolo 1 è aggiunto: le ritenute già operate in qualità di sostituti d’imposta devono, comunque, essere versate. Con il decreto legge 74, attualmente all’esame della camera per l’iter di conversione, all’articolo 8, primo comma ha specificato che in aggiunta a quanto disposto alle previsione del decreto ministeriale del 6 giugno 2012 del 1° giugno 2012 la mancata effettuazione di ritenute e il mancato riversamento delle ritenute effettuate da parte dei soggetti di cui al predetto decreto a partire dal 20 maggio 2012 e fino all’entrata in vigore del presente decreto-legge (8 giugno 2012), sono regolarizzati entro il 30 settembre 2012 senza applicazione di sanzioni e interessi. Creando dunque non poca confusione anche sul comportamento che i contribuenti e i sostituti di imposta devono tenere su cosa si debba ritenere per mancata effettuazione e su cosa per mancato riversamento. Il caso è quello degli stipendi, ad esempio mandati in pagamento al dieci nei primi giorni di maggio con ritenute effettuate ma che a causa del terremoto non sono state riversate.

Per i consulenti del lavoro: «Qualora fosse confermata tale notizia, ci si troverebbe di fronte a una gravissima posizione interpretativa non conforme alle norme sin qui emanate».

L’interpretazione dei consulenti del lavoro diverge dal commento rilasciato da funzionari del ministero dell’economia.

«Sul piano giuridico», scrivono i consulenti, «si fa presente che il dm 1° giugno 2012 afferma chiaramente che «sono sospesi i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, scadenti nel periodo compreso tra il 20 maggio 2012 e il 30 settembre 2012. È del tutto evidente», per i consulenti del lavoro, «che la previsione da ultimo indicata si preoccupa di regolamentare anche eventuali mancate effettuazione di ritenute (e non solo il versamento come previsto dal dm 1° giugno 2012) e/o riversamenti di ritenute già operate, ma certamente non intendeva circoscrivere la sospensione solo nel periodo tra il 20 maggio 2012 e l’8 giugno dello stesso anno. Peraltro», continua la nota dei consulenti, «far pagare le imposte agli imprenditori dichiarati terremotati darebbe luogo a una gravissima e incoerente posizione politica creando popolazioni colpite dal sisma di serie A e di serie B. Nelle analoghe e altrettanto disastrose circostanze passate il legislatore ha operato una sospensione sia fiscale che contributiva rinviando a un momento successivo il recupero dei tributi»

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