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Terremoto al vertice di Luxottica

Luxottica crolla in Borsa e il fondatore Leonardo Del Vecchio, con un colpo a sorpresa, torna in prima linea nella gestione del gruppo, congelando di fatto il progetto del triumvirato. Ieri a Piazza Affari il gruppo di Agordo ha bruciato 1,82 miliardi di euro di capitalizzazione. All’origine del tracollo, con il titolo che ha perso il 9,23% a 37,29 euro, le dimissioni dell’amministratore delegato Enrico Cavatorta, a un mese dalla sua nomina. Dimissioni lette con estrema preoccupazione dagli analisti e dal mercato. A nulla è servito il vertice, convocato domenica pomeriggio, con il fondatore del gruppo Leonardo Del Vecchio: nei venti minuti di colloquio, secondo quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, il patron del gruppo avrebbe ribadito la sua piena fiducia al consulente Francesco Milleri, amico di famiglia e figura intorno alla quale si sarebbe consumata la rottura tra il manager e il fondatore del gruppo.
Tutto da rifare, dunque. Partendo da quel triumvirato che Leonardo Del Vecchio pieno di aspettative aveva presentato lo scorso primo settembre al mercato. L’assetto al vertice cambierà: Del Vecchio, che in un primo tempo aveva deciso di proporre al cda di cooptare Massimo Vian al ruolo di co-amministratore delegato, congela la nomina e accentra su di sé tutte le deleghe, fino al prossimo cda del 29 ottobre. Questo dopo che Luxottica aveva fatto sapere in una nota che «il processo di selezione del co-ceo Mercati procede sulla base di una lista di candidati di elevato profilo. Alla luce dei solidi risultati del terzo trimestre – prosegue la nota – Luxottica ritiene di poter procedere in tale ricerca nei tempi necessari a prendere la decisione migliore». Il nuovo e repentino giro di poltrone ha comunque lasciato perplessi gli operatori di mercato, non abituati a simili scossoni dopo che Guerra aveva guidato la multinazionale per dieci lunghi anni. Tanto più che, nel nuovo ribaltone, per la prima volta ha avuto un ruolo chiave il fattore famigliare, dato che proprio il peso crescente del consulente Francesco Milleri in Luxottica ha rappresentato il motivo principale alla base delle dimissioni di Cavatorta. Dopo l’uscita di Guerra, Milleri, amico di famiglia, avrebbe assunto sempre più potere. Quanto basta per andarsi a sovrapporre a Cavatorta in alcune decisioni chiave. In questo modo il rapporto decennale tra il patron di Luxottica e Cavatorta si sarebbe incrinato per le ingerenze nella gestione dell’azienda da parte di Milleri, considerato professionista di fiducia anche dallo stesso Del Vecchio. Tanto che Milleri era candidato a fare il suo ingresso nel consiglio di amministrazione del gruppo con il ruolo di vicepresidente. Una figura, dunque, che andava ad alterare il precario equilibrio di un triumvirato in fase di costruzione.
Proprio la presa di posizione di Del Vecchio e la conferma della fiducia al consulente ai danni di Cavatorta ha portato alcuni consiglieri a prendere in considerazioni la possibilità di rassegnare le dimissioni in numero tale da far decadere il consiglio. La giornata di ieri è stata così caratterizzata da una girandola di riunioni informali nella sede milanese di Luxottica, con un pre incontro tra i consiglieri. Il board è così iniziato in tarda serata per poi concludersi con il congelamento della nomina di Vian e le dimissioni di Cavatorta e Roger Abravanel, ex McKinsey. Il prossimo bilancio lo firmerà comunque Cavatorta come cfo.

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