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Terna, pronti 8,9 mld in Italia

Record di investimenti per Terna con il piano industriale 2021-2025. Il gruppo ha messo sul piatto 8,9 miliardi di euro nelle attività regolate in Italia, il livello più alto mai previsto per il nostro paese, in crescita del 22% rispetto al piano precedente. Gli investimenti complessivi ammonteranno a 9,2 miliardi, di cui 1,4 mld nel 2021. «Quelli che metteremo in campo nei prossimi cinque anni rappresentano un formidabile volàno per la ripresa e porteranno benefici a tutti gli italiani», ha affermato l’a.d. Stefano Donnarumma. In casa Terna saranno assunte quasi 500 persone, in gran parte tecnici e ingegneri.

Per quanto riguarda le attività regolate in Italia, che continuano a rappresentare il core business del gruppo, Terna prevede di investire 5,4 miliardi per lo sviluppo della rete di trasmissione elettrica nazionale, confermando il suo ruolo quale abilitatore di un sistema elettrico sempre più articolato, sostenibile e tecnologicamente avanzato. Fra i principali progetti ci sono il Tyrrhenian Link, l’interconnessione tra Campania, Sicilia e Sardegna che contribuirà alla decarbonizzazione della Sardegna, integrando diverse zone di mercato con importanti benefici in termini di efficienza; l’elettrodotto che unirà la zona di Colunga (provincia di Bologna) a quella di Calenzano (Firenze), assicurando un notevole aumento della capacità di scambio fra centro-sud e centro-nord; l’elettrodotto che unirà le due sponde della Sicilia da Chiaramonte Gulfi (Ragusa) a Ciminna (Palermo) migliorando la qualità e la continuità della fornitura elettrica nella regione; Sa.Co.I.3, il rafforzamento del collegamento tra Sardegna, Corsica e penisola italiana.

Alle attività di rinnovo ed efficienza degli asset saranno dedicati 2,4 miliardi, destinati principalmente al miglioramento della qualità del servizio e dei processi, oltre che allo sviluppo di soluzioni sostenibili della rete elettrica. Al piano di sicurezza saranno dedicati 1,2 miliardi soprattutto per sostenere gli interventi necessari alla regolazione della tensione e alla stabilità dinamica del sistema elettrico.

Grazie agli interventi previsti il valore degli asset regolati (Rab) raggiungerà i 21,8 miliardi nel 2025, con una crescita media annua del 6%, in forte miglioramento rispetto al periodo precedente. A fine 2021 la Rab sarà pari a 16,7 miliardi, mentre quest’anno si attesterà a 16,1 mld. I ricavi di gruppo nel 2025 sono attesi in aumento a 3,04 miliardi e l’ebitda a 2,21 mld, con una crescita media annua di entrambi gli indicatori superiore al 4%. Nel 2021, in particolare, è previsto che i ricavi crescano a 2,57 miliardi e l’ebitda a 1,84 mld. In miglioramento anche l’utile netto (un miliardo al 2025) che porterà a un utile per azione di 39 centesimi nel 2021 e di 49 centesimi nel 2025, con una crescita media annua nell’arco di piano di oltre il 5%.

Si prevede che le attività non regolate apporteranno un contributo all’ebitda per circa 450 milioni cumulati, a fronte di un limitato impegno in termini di investimenti e rischio.

Per quanto riguarda la remunerazione agli azionisti, dal 2021 al 2023 è attesa una crescita media annua del dividendo per azione pari all’8% rispetto all’esercizio 2020 di 0,1653 euro ad azione.

Per il 2024 e 2025 è stimato un payout del 75%, con una cedola minima garantita pari a quella dell’esercizio 2023. Sul fronte internazionale, infine, Donnarumma ha spiegato che ci sono «interessantissime opportunità in Sudamerica, e le valuteremo anche se dovessero superare quanto abbiamo previsto nel piano».

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